Vitigno Italia. Il vino si fa filosofia nelle parole di Massimo Donà

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VitignoItalia, record di presenze: 18.000 partecipanti

Domani 23 maggio ore 18 il Festival della Filosofia in Magna Grecia incontra Vitigno Italia. Un evento multisensoriale e multidisciplinare che  propone un percorso di  “conoscenza”  attraverso  il piacere.

Filosofia del vino non è solo un modo di dire ma la concreta coniugazione di saperi che accompagnano la nostra vita. Una esperienza unica che Massimo Donà, ordinario di Filosofia teoretica all’Università San Raffaele di Milano ha elaborato in varie pubblicazioni e che domani alle ore 18 illustrerà in un suo dialogo, come sempre unico e affabulatorio, nel corso di Vitigno Italia al Castel dell’Ovo. Sarà un evento multisensoriale e multidisciplinare che  propone un percorso di  “conoscenza”  attraverso  il piacere. Una iniziativa che vede iniziare la collaborazione tra Vitigno Italia e il Festival della Filosofia in Magna Grecia, presieduto da Giuseppina Russo. vitignoI partecipanti vivranno un’esperienza che coinvolge e stimola il piano logico razionale e quello emotivo tramite riflessioni, atmosfere musicali, assaggi del Mediterraneo e degustazioni di vino in una miscellanea condotta dalla antropologa Annalisa di Nuzzo che introdurrà la serata. La proposta alternerà  il percorso filosofico-enologico alle note della tromba che lo stesso Massimo Donà suonerà, ad uno gastronomico curato dallo chef Gino Cammarano, al vino che i sommelier di Vitigno Italia proporranno mescendo il Falerno, tra i più antichi vitigni campani. Se è vero che la filosofia troppo spesso viene rinchiusa nell’alveo dell’astrazione logico-ascetica in questa esperienza proposta si intraprende un cammino che è quello di una critica della ragione dietetica, per portare alla luce l’intricata e intrigante relazione tra corpo e mente. E’ attraverso il vino e il cibo e la complessa rete di significati che queste arti di ogni cultura elaborano che si definisce  il piacere di sentire ”sublimando” bisogni primari e si rende palese l’intimo rapporto tra corpo sociale e corpo naturale. Si fa strada così il bisogno  di sentire il proprio corpo agito da sollecitazioni diverse e stravaganti o ataviche e rassicuranti. In questa  nuova  gaia scienza enofilosofica la scelta di un vino e la realizzazione di un abbinamento corretto diventa un percorso di conoscenza,  una scelta esistenziale attraverso la quale si accede alla costruzione del sé. Una genealogia della dietetica che rivela mondi di appartenenza e ritualità sacre e profane, esaltazione vitale di un edonismo salutare che è  radicato nella cultura del Mediterraneo.