lunedì, Luglio 15, 2024

Elio Germano e Teho Teardo in viaggio con Céline

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Al Teatro Bellini lo spettacolo “Viaggio al termine della notte”, diretto e interpretato dall’attore Elio Germano con il musicista e compositore Teho Teardo.

di Giuseppe Giorgio E’ con lo spettacolo “Viaggio al termine della notte”, diretto e interpretato dall’attore Elio Germano insieme al musicista e compositore Teho Teardo, che al Teatro Bellini, partendo dal titolo dell’omonimo romanzo di Louis Ferdinand Céline, ha preso corpo un viaggio musicale e letterario fatto di grande forza interpretativa ed innovazione sonora. Prendendo spunto da “Voyage au bout de la nuit” il nichilistico lavoro dello scrittore, saggista e medico francese e dalla sua capacità di mescolare insieme misantropia e cinismo, Germano e Teardo, tra una voce che diventa suono, nuove dinamiche espressive fatte di archi, chitarra e live electronics, risonanze cameristiche ed avveniristiche tecnologie, hanno proposto un moderno progetto artistico in grado di esprimere in pieno tutto l’inconsolabile pessimismo della natuelio-germano-cannesra umana. Sulla scia delle disavventure del protagonista del romanzo pubblicato nel 1932, Ferdinand Bardamu (alter ego letterario di Céline) e sulla forza d’urto degli orrori della guerra mondiale, dinanzi alla stracolma platea del Bellini, la voce di Germano, la chitarra elettronica di Teandro, il violino di Elena De Stabile, la viola di Ambra Chiara Michelangeli ed il violoncello di Laura Bisceglia, hanno offerto una visione del tutto anticonvenzionale dello spirito essenziale del celebre capolavoro, esaltando la parte più tenebrosa di esso, straordinariamente corrispondente sia alla nostra epoca, sia ad un immaginario futuro tecnologico. Inserito nella rassegna “Synth”, ideata da “Villageblues” in collaborazione con Teatro Bellini e Babel, per promuovere le arti digitali e la musica elettronica e di ricerca, lo spettacolo, uscendo dalle dimensioni canoniche e ricreando un ambiente fatto di eventi sonori e verbali, ha cercato di mostrare integra tutta la cupa esplorazione di Céline sulle miserie umane. Con un’elaborazione davvero singolare tesa ad offrire una nuova visione del romanzo caratterizzato dal continuo amalgamarsi dei più svariati registri linguistici, e grazie ad una nuova lettura dell’opera di chi fu capace di rinnovare l’intero panorama letterario francese, “Viaggio al termine della notte”, al debutto napoletano, ha ben lasciato riflettere il numeroso pubblico. Lo stesso che, diviso tra la perplessità e l’entusiasmo per la “novità” teatrale appena vista, ha applaudito per metà lo spettacolo e per metà il bello, fascinoso e rabbioso Germano.

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