Leonardo, il Piano Industriale delude gli investitori. Titolo giù in Borsa

1633
Leonardo: vendita immobili, lettere e comunicati anonimi. Cosa succede nel gruppo?

Per il gruppo Leonardo si prevede ancora un periodo difficile, poi il cambio di rotta dal 2020. Profumo: “Puntiamo a una crescita sostenibile”. Gli investitori non accolgono con entusiasmo il nuovo Piano Industriale.

Il primo Piano Industriale firmato dal nuovo amministratore delegato, Alessandro Profumo, presentato simbolicamente nei capannoni di Vergiate in provincia di Varese dove si assemblano gli elicotteri a marchio Agusta-Westland, conferma tutte le difficoltà emerse con la pubblicazione dei numeri dei primi nove mesi del 2017, nel novembre scorso. Conferma, soprattutto, che l’ex banchiere di Unicredit non ha ereditato un compito facile dall’ex ad, Mauro Moretti. Il rilancio definitivo del gruppo Leonardo a controllo pubblico attivo nei settori della Difesa e dell’Aerospazio, arriverà soltanto nel 2020. Fino ad allora sarà una ricerca di nuovi mercati e di nuovi ordini. Dopo la presentazione Piano Industriale si è presentata una pessima giornata in Borsa per Leonardo con uno stop per eccesso di ribasso nel pomeriggio. Leonardo, il Piano Industriale delude gli investitori. Titolo giù in BorsaAlessandro Profumo ha voluto sottolineare “con assoluta chiarezza che le difficoltà registrate nel 2017 non sono da ricondurre a difficoltà strutturali”. Questo significa che non ci sono problemi con i prodotti di Leonardo, sia in campo civile che militare: ma questo non toglie che Leonardo deve riuscire a venderli e vincere commesse in giro per il mondo. La società aerospaziale si pone l’obiettivo di riportare l’azienda a una crescita sostenibile come dichiarato da Alessandro Profumo. Per riuscirci, Profumo ha modificato la struttura interna al gruppo per arrivare a un “migliore processo di acquisizione ordini”.

Ma perché arrivino i risultati previsti bisognerà aspettare due anni: lo dicono i numeri del piano industriale al 2022. Il 2018 e il 2019 saranno anni di consolidamento e di preparazione alla crescita, con ricavi stabili e margini in leggera crescita. Per il salto al livello superiore si dovrà attendere l’anno successivo: il piano distribuito al mercato dice che nei cinque anni al 2022 la crescita media degli ordini sarà superiore al 6 per cento, così come i ricavi che saliranno in media del 5-6 per cento. La reddittività, sempre nella media dei cinque anni di piano, andrà ancora meglio, con una crescita compresa tra l’8 e il 10 per cento.

Leonardo, il Piano Industriale delude gli investitori. Titolo giù in BorsaCome si arriverà a questo risultato? Profumo conta molto sulla “piena ripresa degli elicotteri” e al contributo positivo della mega commessa in Kuwait, oltre 5 miliardi grazie alla fornitura dei caccia Eurofighter, i cui primi incassi serviranno per coprire i costi di costruzione e diventerà profittevole solo dal 2020. Questo non basterà: “E’ necessaria una accelerazione per garantire la sostenibilità del business nel medio lungo periodo” si legge nel piano industriale. Una dichiarazione con cui si è voluti essere trasparenti nei confronti del mercato, ma che gli stessi investitori non potevano certo accogliere con entusiasmo. Due anni sono lunghi e per il momento si adegua ai nuovi numeri vendendo il titolo.