Industria 4.0, ecco cosa sapere sulla nuova “rivoluzione industriale”

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Industria 4.0, ecco cosa sapere sulla nuova “rivoluzione industriale”

Industria 4.0: curiosità, dati e situazione in Italia della nuova “rivoluzione industriale” (per cui l’Unione Europea è pronta a stanziare 500 milioni).

Il termine Industria 4.0 indica una tendenza dell’automazione industriale che integra alcune nuove tecnologie produttive per migliorare le condizioni di lavoro e aumentare la produttività e la qualità produttiva degli impianti. E’ il progetto per le aziende del futuro Industrie 4.0 e prevede investimenti su infrastrutture, scuole, sistemi energetici, enti di ricerca e aziende per ammodernare il sistema produttivo e riportare le produzioni ai vertici mondiali con competitività a livello globale.

Dalla prima rivoluzione industriale alla quarta: nuovi scenari futuri

Nel 2007 in Italia iniziava la crisi finanziaria. I più colpiti sono stati il settore industriale del tessile e del calzaturiero soprattutto quelli del Sud: Puglia, Campania, Sicilia. Negli anni precedenti 70, 80 e 90 erano loro la ‘Cina d’Europa’ con prezzi bassi, manodopera a basso costo, ed  esportazioni garantite anche dalla politica monetaria italiana. Molte di quelle aziende hanno ridotto la produzione oppure hanno chiuso i battenti. Qualcuno ha spostato la produzione a Est per cercare manodopera a costi ancora più bassi. Quello che restano oggi in Italia sono zone industriali abbandonate.

La multinazionale Adidas dopo 20 anni di delocalizzazione in Asia, annuncia di voler tornare a produrre in Europa. In Germania, ad Ansbach, in Baviera. La manodopera a basso costo è stata sostituita da robot e operai iperspecializzati. Un’evoluzione tecnologica del lavoro che ha aperto nuovi scenari nella produzione di beni e servizi: industria 4.0.

Nei precedenti decenni  abbiamo assistito a 3 rivoluzioni industriali:

  • Quella dell’energia idroelettrica, con il crescente uso della forza vapore e lo sviluppo di macchine strumenti.
  • Quella dell’elettricità e della produzione di massa (assemblaggio in linea);
  • Quella dell’automazione e in particolare dell’elettronica e dell’informatica.
  • Oggi assistiamo a una quarta rivoluzione quella digitale: industria 4.0.

In cosa si caratterizza l’industria 4.0

La industria 4.0 sta aprendo a una nuova rivoluzione industriale. Quindi come già detto si parla di una serie di cambiamenti nei modi di produzione e di fatto anche dei rapporti di produzione. Essa è incentrata sull’utilizzo dei dati come strumento per creare valore, intorno ai quali si muove la potenza di calcolo delle macchine. Le sue parole chiave sono big data, analytics, rapporto-interazione uomo-macchina, realtà aumentata e stampa 3D. Insomma, un vero e proprio ponte tra digitale e reale, tra l’uomo e i robot.

Industria 4.0, ecco cosa sapere sulla nuova “rivoluzione industriale”

Industria 4.0, come sarà una fabbrica

In un’analisi pubblicata su CheFuturo!, Gianni Potti, imprenditore ed esperto di digitale, elenca una serie di azioni da fare per pensare un’industria 4.0. Il minimo comune denominatore è che Fabbrica 4.0 tende ad enfatizzare l’idea di una consistente digitalizzazione collegata con tutte le unità produttive dell’economia:

  • Sistemi e mercato cyber-fisico

Nella produzione non basterà più solo parlare di IT, ma di sistemi complessi che interagiscono continuamente con la produzione e con il mercato grazie ad un massiccio utilizzo della rete, sempre più connessi ai sotto sistemi, con controlli in tempo reale.

  • Smart robot e nuove macchine

Dal 2004 i robot nelle aziende europee sono raddoppiati. Sistemi sempre più intelligenti interagiscono tra loro, non solo in sostituzione dell’elemento umano ma con nuove funzioni e opportunità.

  • Big data

Dalla lettura e analisi dei dati nasce un nuovo approccio al mercato e una nuova impostazione delle aziende. Il cloud computing aprirà strade inaspettate per stoccaggio, lettura, condivisione dei dati. Dalla capacità di lettura rapida dei dati verrà modificata on line la produzione.

  • Efficienza energetica e decentramento

Il cambio climatico e la scarsità di risorse sono megatrend con cui dovremo sempre più fare i conti.

  • Industrializzazione virtuale

Ogni processo viene prima simulato e verificato in virtuale; solo quando la soluzione finale è pronta potrà partire la mappatura fisica. Ciò significa che tutto il software, i parametri, le matrici numeriche, vengono caricate nelle macchine che controllano la produzione. Piante virtuali possono essere progettate e facilmente visualizzate in 3D, così come lavoratori e macchine interagiscono.

Industria 4.0, la situazione in Italia

In Italia, il ministero per lo Sviluppo economico è al lavoro dal 2015 su un documento di posizionamento strategico, atto a produrre nuove leggi a sostegno delle fabbriche italiane.Decreto Dignità, multe per imprese che lasciano Italia entro 5 anni C’è chi dice che serviranno tra gli 8 e i 10 miliardi l’anno per essere protagonisti e non vittime della nuova rivoluzione industriale ma non è ancora chiaro da dove arriveranno, anche se il nuovo ministro Luigi Di Maio vuole vincere questa sfida (l’Italia è il secondo Paese manifatturiero d’Europa dopo la Germania). Ancora più impegnativa per quel sistema di piccole e medie imprese che costituisce la trama più fitta del tessuto economico nazionale: sono tante, sono piccole, appunto, e non sembrano pronte per fare smart manufacturing o digital fabrication.

A fine aprile, l’agenzia di rating Moody’s ha bocciato il sistema italiano delle Pmi: deboli e con scarsi risultati. UCIMU, l’associazione di Confindustria che riunisce le aziende che producono macchine per le industrie, ha sottolineato che mai gli impianti italiani sono stati così vecchi.Robotica, A&T 2018: ben 14mila presenze all'Oval Lingotto di Torino In una fabbrica su tre hanno più di 20 anni. E solo in una su 10 ne hanno meno di 5. Non solo. Quasi l’80% delle aziende risulta essere “semplice”, cioè senza alcuna integrazione degli impianti produttivi in un sistema informatico. Bisogna fare in fretta, perché l’industria 4-0 è stata al centro dell’ultimo World Economico Forum di Davos ed è in testa ai temi di cui si discuterà alla prossima Disruptive week di Milano, con la Commissione Ue che ha in programma di stanziare per i prossimi cinque anni 500 milioni per finanziare la nuova rivoluzione industriale.