Guadagnare senza rischi: conto deposito, buono fruttifero e libretto di risparmio

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Guadagnare senza rischi: conto deposito, buono fruttifero e libretto di risparmio

Guadagnare senza rischi è possibile. Ecco cosa sapere e quale può essere il modo più conveniente per investire i risparmi.

Aggiornamento in data 10 aprile ore 14,00

Il 2018 ha registrato un calo degli investimenti a causa del calo demografico. Come si ripercuoterà l’invecchiamento della popolazione mondiale su Borse e mercati? Gli esperti non hanno dubbi: il pensionamento di milioni di baby boomer nati nel secondo dopoguerra e il declino dei tassi di nascita dei loro nipotini stanno contribuendo a mantenere i tassi d’interesse a un livello storicamente basso.

Ne parla espressamente uno studio della Federal Reserve, che intravede per l’economia d’oltreoceano una “nuova normalità” fatta di “bassi investimenti, bassi tassi di interesse e bassa crescita”.

Oggi investire del denaro e ottenere un guadagno senza correre alcun rischio non è un’utopia: ci sono infatti alcuni modi per farlo, tutto sta nel conoscerli e sapere qual è più conveniente in base ai propri obiettivi. Scopriamo insieme quali sono.

Cos’è il conto deposito

Il conto deposito viene collegato al tradizionale conto corrente bancario e consente di far fruttare i propri risparmi, con un rendimento sicuro. Si tratta di un tipo di conto estremamente semplice da aprire (può essere aperto anche comodamente da casa, senza andare in filiale) e usare e che è tutelato dal FITD, dunque assolutamente sicuro per i risparmiatori.

Il conto deposito può essere vincolato o non vincolato, e a seconda del tipo di vincolo scelto si avranno degli interessi (e quindi anche dei rendimenti) diversi: il primo implica il non utilizzo del denaro per un determinato periodo di tempo, al termine del quale si avrà un rendimento maggiore; il secondo non dà invece alcun limite da questo punto di vista ma, come si può facilmente intuire, darà un rendimento minore. Per scegliere tra le tante proposte degli istituti bancari può essere utile comparare on line su Facile.it i migliori conti deposito, in modo da capire quale va maggiormente incontro alle proprie esigenze.

Come funzionano i buoni fruttiferi postali

Una seconda opportunità di investimento priva di rischi è rappresentata dai buoni fruttiferi. Si tratta di veri e propri titoli erogati dalla Cassa Depositi e Prestiti, tutelati dallo Stato e con un tasso agevolato.

Questi possono essere emessi in forma dematerializzata o in forma cartacea (in quest’ultimo caso come scrittura contabile sul libretto di risparmio postale). Essendo uno strumento d’investimento praticamente privo di rischio, il rendimento è in genere molto contenuto, con tassi di interesse compresi tra lo 0,4% e il 2%.

Tra gli aspetti convenienti dei buoni fruttiferi troviamo l’assenza di vincoli e di commissioni, oltre a una tassazione ridotta rispetto ai conti deposito; per incassare gli interessi, però, è necessario attendere almeno 12 mesi.

Il libretto di risparmio

Il libretto di risparmio può essere bancario o postale ed è una valida alternativa ai conti deposito e ai buoni fruttiferi, sebbene il rendimento risulti più basso per via della totale assenza di vincoli. Risulta vantaggiosa anche l’assenza di costi e commissioni, sia in fase di apertura sia in fase di gestione ed estinzione; l’unica pecca di questa modalità di investimento è la necessità di recarsi personalmente allo sportello per accedere al proprio deposito, in quanto non è gestibile online.

I dati raccolti dalla Fabi, il sindacato autonomo dei bancari, tra il 2008 e il 2018

Tra i prodotti attraverso i quali gli italiani investono il loro denaro, si è visto in questo decennio un “aumento assai significativo dei prodotti assicurativi: a fine 2018 le polizze e le assicurazioni “valevano” quasi 1.000 miliardi e corrispondevano a un quarto dei risparmi; nel 2008 erano a quota 586 miliardi (18%) e nel 2013 si attestavano a 731 miliardi (20%). Sono in netta discesa, invece, gli acquisti di obbligazioni e titoli di Stato: alla fine dello scorso anno, erano a quota 297 miliardi (7% del totale), mentre nel 2008 si attestavano a 775 miliardi (23%) e nel 2013 a 623 miliardi (17%)”.