Fallimento Qui! Group, in Campania 10mila negozi in ginocchio

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Fallimento Qui! Group, in Campania 10mila negozi in ginocchio

Qui! Group: fallita la società leader nella distribuzione dei buoni pasto. A rischio circa 1000 lavoratori (di cui 30 a Napoli).

La Qui! Group, società leader nella distribuzione di buoni pasto, è stata dichiarata fallita lo scorso 7 settembre. Come riporta “Il Mattino”, non ci sarà nessuna amministrazione controllata come richiesto dalla società ma curatori fallimentari nominati d’ufficio: il 20 febbraio 2019 verrà analizzato il passivo del gruppo e verranno fornite indicazioni a creditori su come ottenere il rimborso del dovuto.

Ecco i numeri del passivo: 120 milioni l’esposizione nei confronti delle banche, altri 100 nei confronti di una società americana, mentre Confesercenti parla di 193 milioni di esposizione nei confronti degli esercizi pubblici. Riguardo i dipendenti, sono circa 1000 su tutto il territorio nazionale (Genova, Torino, Roma, Firenze, Venezia e Milano).Fallimento Qui! Group, in Campania 10mila negozi in ginocchio Tra le tante sedi, Qui! Group ne ha una anche al Centro Direzionale di Napoli, in cui lavorano 30 persone (15 del commerciale e altrettanti della piattaforma informatica che appartiene ad altra società comunque collegata). Una prima riunione al Mise ha visto i rappresentanti sindacali chiedere sostegno con una Cigs straordinaria (non prevista per contratti commerciali), senza esito positivo. E dunque regna l’incertezza: “Fino ad oggi – spiegano all’ufficio di Napoli – ci hanno pagato. Almeno fino ad agosto”. Ma a settembre con molta probabilità non verrà liquidato nulla, visto che a Inps e Inail è stata data la disdetta dei nominativi.

A livello nazionale i numeri degli esercizi commerciali che vantano crediti in base a quanto denunciato da Giancarlo Banchieri, presidente della Fiepet Confesercenti, sono 123mila. In Campania se ne contano 9/10mila tra piccola e grande distribuzione, bar e ristoranti che hanno accumulato crediti malgrado l’appalto approvato da Consip a maggio per i ticket elettronici avesse un valore di ben 60 milioni.

Tra i clienti, anche la Regione, le Poste, e poi Eni, Telecom, Fs, Agenzia delle Entrate. C’è chi aspetta solo da pochi mesi il saldo dei buoni pasto ma anche chi attende la liquidazione del dovuto da più di un anno.

Gregorio Fogliani, responsabile della società, si è sempre difeso dalle accuse sostenendo che era la Consip a pagare in ritardo. Tuttavia, circa un anno fa, una verifica fiscale del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza aveva accertato che alla società erano arrivati numerosi decreti ingiuntivi da parte di commercianti, baristi, ristoratori e negozianti di alimentari. Confesercenti chiede di partecipare al tavolo convocato al Mise per il prossimo primo ottobre, mentre i dipendenti attendono risposte.