Facebook, crollo in Borsa: bruciati 17 miliardi di dollari

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Facebook, crollo in Borsa: bruciati 17 miliardi di dollari

Facebook: il titolo è crollato del 23%, mentre è allarme su un possibile rallentamento della crescita dei ricavi.

Pesante crollo in Borsa per Facebook, il social network creato da Mark Zuckerberg, che a Wall Street ha fatto registrare una perdita del 23,68%. La crescita dei ricavi è sotto le attese nel secondo trimestre ma, come detto dal chief financial officer David Wehner, il rallentamento può continuare nei prossimi mesi. Sono stati così bruciati 16,8 miliardi di dollari. Una perdita che, secondo il Bloomberg Billionaires Index, fa scivolare Zuckerberg dal terzo al sesto posto degli uomini più ricchi al mondo.

Facebook, i numeri del secondo trimestre 2018

Facebook archivia quindi il secondo trimestre 2018 con ricavi in aumento del 42% a 13,2 miliardi di dollari, sotto le attese degli analisti, che scommettevano su 13,4 miliardi: è la prima volta dal 2015 che Facebook manca di centrare i target attesi.Fake news e attacco alla privacy, cala l'uso dei social media Delude anche la crescita degli utenti, saliti dell’11% a 1,47 miliardi, meno delle attese del mercato che prevedeva un aumento del 13% a 1,48 miliardi. L’utile netto si è attestato a 5,1 miliardi di dollari, o 1,74 dollari per azione, leggermente sopra gli 1,72 dollari attesi dagli analisti. Gli utenti sono rimasti stabili nei suoi due maggiori mercati, ovvero gli Stati Uniti e il Canada, mentre sono calati in Europa.

Facebook, le “scorie” dello scandalo Cambridge Analytica

Non un bel periodo dunque per Facebook, che paga probabilmente lo scandalo Cambridge Analytica, per cui lo stesso Mark Zuckerberg è stato costretto a presentarsi in Congresso e rispondere alle critiche dei politici americani.Facebook, scandalo Cambridge: Zuckerberg non andrà al Parlamento britannico Senza dimenticare che il social network blu era già sotto esame dopo le elezioni americane del 2016 e da quando Zuckerberg ha ammesso, nel 2017, che entità russe avevano usato la sua piattaforma per diffondere messaggi controversi durante la campagna elettorale.