Crollo in borsa per Starbucks, chiudono 150 caffetterie

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Crollo in borsa per Starbucks, chiudono 150 caffetterie

Starbucks, la caffetteria internazionale, ha rallentato le vendite dell’ultimo trimestre. L’annuncio ha causato un crollo in borsa.

Crollo in borsa per Starbucks, chiudono 150 caffetterie

Il noto colosso internazionale della caffetteria, Starbucks, è in grosse difficoltà finanziarie. Nell’ultimo trimestre si è segnato appena un +1% a causa del rallentamento delle vendite. Si tratta del peggior performance produttiva degli ultimi 9 anni.

L’annuncio arriva da Starbucks stesso con una nota a seguito della quale avviene il crollo in borsa.

E’ la stessa azienda, tramite le parole del propietario e fondatore Howard Schultz, a comunicare il pessimo risultato. A seguito della nota si è verificato il crollo in borsa, con il prezzo delle azioni che all’apertura del mercato era di più di 48 dollari (48.1) ha toccato un picco minimo di 45.7 a metà pomeriggio, perdendo un totale del 6,3%.

“Anche se alcuni venti contrari sulla domanda sono transitori e alcuni aumenti dei costi sono appropriati investimenti per il futuro, la nostra recente perfomance non riflette il potenziale del marchio e questo non e’ accettabile” afferma l’amministratore delegato di Starbucks, Kevin Johnson, sottolineando che la società deve ”muoversi più velocemente per rispondere ai cambiamenti rapidi delle preferenze dei nostri clienti”.

Con il crollo arriva anche la decisione di chiudere ben 150 caffetterie, il triplo rispetto alla media.

Crollo in borsa per Starbucks, chiudono 150 caffetterie

In concomitanza con il crollo l’azienda ha deciso di chiudere ben 150 caffetterie entro la fine dell’anno. Normalmente ogni hanno la compagnia di Howard Schultz chiude 50 delle caffetterie che presentano i peggiori risultati, o che comunque non raggiungono i risultati considerati adeguati. Quest’anno la cifra sarà appunto triplicata.