Autonoleggio in crisi, l’appello di Fenderico Marcello che rischia il fallimento

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Autonoleggio in crisi, l'appello di Fenderico Marcello che rischia il fallimento

Il settore dell’autonoleggio è gravemente in crisi. Un piccolo imprenditore campano invia una lettera per dare voce alla sua categoria. Il suo sogno di fare impresa si è trasformato in un incubo. Ci auguriamo che sia letta e presa in carico dalle istituzioni.

Tra i settori dell’automotive più colpiti dall’impatto della diffusione del Coronavirus c’è sicuramente quello dell’autonoleggio. Basta guardare cosa sta accadendo alla Hertz, colosso mondiale nel campo del rental car che dopo oltre 100 anni di esistenza ha dovuto dichiarare bancarotta, per rendersi conto di come il settore sia stato gravemente indebolito a livello mondiale, ma anche all’interno dei confini italiani e in Campania la situazione è abbastanza evidente e difficile.

Oggi abbiamo ricevuto la lettera di un piccolo autonoleggiatore che lancia un’appello al governo. E’ una richiesta di aiuto che speriamo le istituzioni prendano seriamente in considerazione.

Riceviamo e pubblichiamo

Salve sono Fenderico Marcello un piccolo autonoleggiatore (un Ncc per intenderci) che dopo tanti anni di sacrifici prima da autista e poi investendo i risparmi di una vita ha dato vita a un sogno, quello di fare impresa.
Oggi questa mia attività ma anche quella di altre migliaia di aziende sono in pericolo di fallimento, con noi i nostri dipendenti e le loro famiglie. Le nostre famiglie! Siamo stati catapultati  tutti da un’emergenza pandemica mondiale a un’emergenza economica mai vissuta prima d’ora. Noi tutti piccoli o grandi imprenditori siamo in ginocchio non abbiamo certezze o programmazioni per il futuro è come se non bastasse lo Stato, il socio che tutte le imprese individuali (con partita iva) hanno nei loro libri paga, che fino a pochi mesi fa batteva cassa con il 60% di tassazione, che fino a pochi mesi fa non riusciva a regolare il disciplinare delle nostre attività mettendo contro categorie Ncc contro taxi, che fino a mesi fa non si è mai curato di guardare con occhi diversi una categoria di imprese sempre in bilico per far tornare i conti di gestione che producono almeno un 15% di pil nazionale. Questo stesso Stato che fa? Nella fase 2 anti covid pensa di stanziare fondi per alcuni settori come quello del trasporto ecosostenibile, i monopattini elettrici ad esempio, e non pensa  a destinare un sussidio per la nostra categoria!

No! La mia non vuole essere una polemica sull’operato di Stato. Sicuramente altri settori sono stati  lasciati nel dimenticatoio forse per problematiche e priorità a me sconosciute o per un fine più alto, ma sicuramente non sta a me giudicare tali decisioni. Ma sta a me, cercare di aiutare la mia famiglia a sopravvivere oggi! Sta a me aiutare i miei collaboratori a lavorare per provvedere al sostentamento delle loro famiglie. Ma è compito dello Stato  intervenire con aiuti mirati per la nostra categoria perché ormai oggi io, come tanti, siamo  sfiduciati e stanchi di questa situazione. Oggi io ho ancora una dignità e la forza di dire ai miei figli “andrà tutto bene”. Ma in realtà so di mentire, perché da qui a un mese non potrò più aiutare nè la mia famiglia nè chi mi ha aiutato a fare impresa, i miei collaboratori!
Vi prego date voce al nostro disagio perché non ne avrò per molto e come me il resto della  categoria.
Grazie, uno di tanti autonoleggiatori campani.