“Job property”: assunzioni dei figli dei dipendenti

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“Job property”, il diritto di proprietà del posto di lavoro del genitore. Firmato un accordo tra Unicredit e i sindacati che fa discutere.

La chiamano “job property“, ovvero il diritto di proprietà del posto di lavoro. E come tutti i “beni” di proprietà può essere lasciato in eredità. Come riportato da Qui Finanza è un fenomeno che esiste da tempo ed è molto più diffuso di quanto si pensi. Ma non era mai entrato a far parte di un accordo sindacale. Ora anche questo tabù è caduto. E’ stato firmato un accordo tra il colosso bancario Unicredit e i sindacati che mette nero su bianco, tra l’altro, il posto in banca per “diritto di sangue“. L’usanza, trattata finora con un certo imbarazzo, è stata ufficialmente sdoganata.unicredit
L’accordo verte sui 4.700 esuberi programmati dal gruppo bancario e prevede il pensionamento forzato a partire dal prossimo 15 novembre di tutti dipendenti che hanno maturato 40 anni di contributi e quindi hanno diritto alla pensione piena. Ma nell’accordo si legge anche che Unicredit si impegna a “privilegiare le assunzioni dei figli dei dipendenti con due vincoli legati alla laurea e alla conoscenza della lingua inglese”. Insomma viene escluso il passaggio automatico padre-figlio ma viene riconosciuto come titolo di precedenza, a parità di requisiti, il fatto di essere discendenti dell’ex-dipendente.

La prassi, come dicevamo, pare già piuttosto diffusa e consolidata soprattutto nel mondo delle banche. Per molti istituti si tratto di uno scambio conveniente per entrambe le parti:

  • per l’azienda, che ottiene così l’uscita dei dipendenti più anziani (e più onerosi) senza incentivi economici in cambio di assunzioni di giovani con livelli contrattuali inferiori e dunque a costi più bassi
  • per il dipendente, che assicura un posto di lavoro a suo figlio.

Un meccanismo – adottato anche alle Poste Italiane – che ha ricevuto la benedizione del vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei il quale, intervistato dal Mattino di Napoli, ha dichiarato: “Questa prassi potrebbe sancire un legame stretto della singola azienda con il territorio. Un tempo ci si rivolgeva al parroco per prendere notizie su una famiglia. Oggi, conoscendo la serietà di un padre, si è meglio disposti a prenderne il figlio”.