L’analisi dei carabinieri del comando provinciale fotografa un fenomeno trasversale: tra i consumatori di droga segnalati figurano studenti, professionisti e lavoratori. Dall’inizio del 2026 anche 175 arresti in flagranza per spaccio.
Sono 1.196 gli assuntori di sostanze stupefacenti segnalati alla Prefettura dai carabinieri tra Napoli e provincia dall’inizio del 2026. È il dato che emerge da un’analisi del comando provinciale dell’Arma, diffusa oggi e concentrata questa volta non soltanto sullo spaccio, ma anche su chi acquista e consuma droga.
Il quadro restituito dai militari mostra una platea estremamente eterogenea: tra le persone segnalate figurano, tra gli altri, studenti, professionisti e lavoratori, dall’autista di scuolabus al radiologo, fino all’imbianchino.
Come gli assuntori scelgono le piazze di spaccio
Secondo l’analisi dei carabinieri, anche nella scelta del luogo in cui acquistare la droga entrano in gioco diversi fattori. Il consumatore valuta prezzo, qualità percepita della sostanza e facilità con cui raggiungere il punto di vendita.
A incidere sono anche il rischio di essere controllati o riconosciuti e la disponibilità costante dello stupefacente cercato. In alcuni casi la scelta può ricadere su una piazza perché considerata più economica, in altri sulla possibilità di ricevere la sostanza direttamente a domicilio.
Da gennaio 175 arresti in flagranza per spaccio
Sul fronte dell’attività contro lo spaccio, dall’inizio dell’anno i carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno effettuato 175 arresti in flagranza.
Sono inoltre 107 le persone raggiunte da misure cautelari e 112 quelle denunciate a piede libero.
Rione Traiano, smantellate due piazze di spaccio
L’ultimo intervento citato dall’Arma è avvenuto nel rione Traiano, dove i carabinieri hanno smantellato due piazze di spaccio e denunciato due persone.
Nell’ambito dell’operazione sono stati inoltre posti i sigilli a due cosiddette “stanze del buco”, locali nei quali, secondo quanto ricostruito dai militari, diversi clienti consumavano gli stupefacenti subito dopo averli acquistati.
I numeri diffusi dall’Arma mostrano dunque un fenomeno che attraversa fasce sociali e professionali differenti e che, accanto al contrasto alle reti di vendita, pone l’attenzione anche sulla domanda di sostanze nel territorio di Napoli e provincia.
