Mercoledì 26 marzo la casa editrice Homo Scrivens, con sede in via Santa Maria della Libera, ha ospitato la presentazione del nuovo libro di Pino Tartaglia dal titolo “Dove vanno a finire gli amori perduti?”. Dopo i saluti di Aldo Putignano hanno dialogato con l’autore Manuela Morra e Chiara Tortorelli che hanno rivolto domande interessanti stimolando la curiosità del pubblico in sala che ha accolto con stupore e fascino le risposte e le argomentazioni di Pino Tartaglia.

La lettura del libro è una riflessione su come il fallimento amoroso si trasformi spesso in insoddisfazione profonda e disagio fisico. Esplora la crisi delle relazioni affettive e la capacità di amare, analizzando come l’incapacità di dare attenzione al prossimo e l’angoscia esistenziale si manifestino attraverso sintomi psicosomatici e malattie.
Il libro nasce da un percorso di indagine professionale dal quale l’autore racconta alcune storie che aiutano a comprendere la fragilità dei sentimenti nell’epoca contemporanea. Nel testo sono riportati episodi di vita quotidiana inquadrati da un punto di vista clinico, analizzandone ove presente il disagio psicologico e i blocchi emotivi: l’incapacità di sostenere relazioni stabili nonché di vivere rapporti intimi e affettivi autentici e di gestire relazioni familiari divenute sempre più disfunzionali.
“Viviamo un momento difficile, drammatico, sul piano delle relazioni affettive, sentimentali e sociali”. – commenta l’autore Pino Tartaglia – “Amare è diventato illusorio, e il sintomo psicosomatico e la malattia manifestano le insoddisfazioni profonde, l’angoscia esistenziale del vivere, l’incapacità di amare e di dare attenzione al prossimo. Troppi individui e coppie decidono di focalizzare le proprie energie sul “non amore”, sul “tirare a campare”, fino alla dipendenza in tutte le sue forme più moderne, in cui la solitudine sovrasta un mondo nuovo, fatto di paura dei legami”.
Un libro che attraversa le nostre emozioni, ci fa riflettere, e forse risponde a tante domande che ci accompagnamo per tutta la vita. E come scrive Genovino Ferri, che ha curato la prefazione del libro, “Il corpo archivia ciò che vorremmo dimenticare. Conserva il volto che abbiamo amato, la voce che abbiamo amato, la voce che ci ha quietati, il ritmo che abbiamo condiviso. Ciò che si perde non è mai puro passato: è materiale vivo, dinamico, che continua a darci emozioni“. Un libro che ci fa rivivere le nostre esperienze, l’amore non è mistero, è l’essenza che ci appartiene e non bisogna aver paura di amare, amare è vivere anche se a volte ci fa soffrire.

L’autore
Pino Tartaglia è psicologo e psico-terapeuta, specializzato in psicosomatica e psicoterapia a mediazione corporea. È stato allievo di Aldo Carotenuto, con esperienza individuale e di gruppo sotto la guida di Federico Navarro e di Alexander Lowen. Si occupa di psicologia-psicoanalisi della musica, psicologia del suono e psicologia dell’arte.
Il libro “Dove vanno a finire gli amori perduti?” è in vendita nelle librerie, Amazon, Mondadori Store, Feltrinelli.
