“Domenico Spinosa. 100 anni dopo”. Prorogata la data della mostra

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In occasione del centenario della nascita dell’artista Domenico Spinosa (Napoli, 1916 – 2007), il Polo museale della Campania e l’Accademia di Belle Arti di Napoli, in collaborazione con il Museo e Real Bosco di Capodimonte, promuovono la retrospettiva Domenico Spinosa. 100 anni dopo, ospitata negli spazi del Museo Pignatelli. Sarà possibile visitare le opere fino al 19 febbraio.

di Carlo Farina – Il progetto espositivo a cura di Valentina Lanzilli e Aurora Spinosa – patrocinato dall’ Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli – che raccoglie circa 50 opere dagli anni Cinquanta ai primi del Duemila, sarà l’occasione per promuovere un inedito percorso dedicato ad uno tra i maggiori interpreti dell’Informale in Italia, attraverso i siti museali della città che custodiscono, nelle loro collezioni permanenti, le opere di Spinosa.

Organizzata dall’associazione “Progetto Museo” in collaborazione con gli Amici di Capodimonte e con il supporto di COMICON, Salone Internazionale del Fumetto, con allestimento a cura di Lucia Anna Iovieno, la mostra è accompagnata dal volume “Domenico Spinosa. Una vita per l’arte 1916 – 2007” edito da Skira (Milano, 2016), a cura di Valentina Lanzilli ed Aurora Spinosa.

domenico spinosaA Villa Pignatelli, già nel 1979, Domenico Spinosa era stato protagonista di una mostra antologica, mentre l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove il Maestro è stato Direttore e docente di Pittura dal 1973 al 1986, dopo aver svolto per dieci anni nella stessa istituzione l’insegnamento della Scuola Libera del Nudo, nel 2010 gli ha dedicato, a tre anni dalla sua morte, una importante personale.

Il Museo Pignatelli ospita così di nuovo una grande mostra su Domenico Spinosa con opere provenienti da varie istituzioni museali e collezioni private, che testimoniano alcuni dei passaggi fondamentali della storia dell’artista napoletano sempre fedele alla maniera informale, incurante di mode e di scuole e continuamente impegnato a sperimentare impasti cromatici, trasparenze, scansioni di colori e di superfici fino alla fine della sua carriera. Per cui usava ripetere: “La mia vita è tutta nella mia pittura”.

TRA LE OPERE IN MOSTRA SI SEGNALANO:

“Macchina per tessitura” del 1957 fu acquistato durante la “V Mostra Pittori d’Oggi Francia – Italia” al Palazzo della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino nel 1957. Oggi fa parte della collezione della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino;

natura morta spinosa“Natura morta con manichino” del 1957 si aggiudica il primo Premio Nazionale di Pittura Francesco Paolo Michetti” nel 1957, il più importante e antico concorso annuale in Italia di arte nazionale ed internazionale, che dal 1947 ad oggi (con un’unica pausa nel 1969 quando vengono aboliti i premi sull’onda delle contestazioni dell’epoca), ininterrottamente, ha distribuito premi ad artisti rappresentativi delle molteplici e complesse correnti del XX e XXI secolo. Il dipinto di Spinosa è oggi a Francavilla al Mare e fa parte della collezione della Fondazione Premio Michetti (Collezione Provincia di Chieti);

“Interno grigio” del 1958 oggi in una collezione privata di Treviso, una delle opere presentate nella sala personale dedicata all’artista nella XXX edizione della Biennale di Venezia del 1960 dedicata all’Informale. E’ lo stesso Spinosa che molti anni più tardi, in occasione del suo ottantatreesimo compleanno, ricorderà questa tappa importante in un’intervista: «Ho partecipato per concorso alla Biennale di Venezia per alcuni anni, nel 1960 alla XXX Biennale ho avuto l’onore di una Mostra Personale»;

il pendolo di spinosa“Il pendolo” del 1972 è una delle opere esposte nella sala personale a lui dedicata alla “X Quadriennale” romana del 1972, nella sezione “La situazione dell’arte non figurativa”  inaugurata nel 1973 (collezione Spinosa).  

IL PERCORSO: si parte dalle opere degli esordi che risentono del clima di novità e sperimentazione venutosi a creare in Italia nel secondo dopoguerra con opere come “Paesaggio flegreo” (1953), “Natura morta” (1954) e “Sole e barche” (1955) nelle quali l’artista assorbe e riflette alcune delle suggestioni degli schemi neocubisti, della poetica astratto-concreta, assumendole come parte della ricerca complessa e serrata dell’impasto, nel sovrap­porsi degli strati di colore, o traducendole, per un’interna spinta emozionale, nel segno e nella traccia del gesto, avvicinandosi così all’esperienza dell’Informale − diffusosi in Italia negli anni Cinquanta e Sessanta con declinazioni diverse e diverse aggregazioni − di cui diventa il primo riconosciuto rappresentante internazionale per la sua città.

UNA MOSTRA nella MOSTRA: Le opere di Domenico Spinosa, esposte al Museo Pignatelli, dialogheranno con opere di altri protagonisti della stagione informale in Italia, provenienti dalla GNAM- Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Ecco alcuni dei cosiddetti “Ospiti illustri” in dialogo: Ennio Morlotti (Lecco, 1910 – Milano, 1992),  Mattia Moreni (Pavia, 1920 – Brisighella, 1999), Pompilio Mandelli (Villarotta di Luzzara, 1912 – Bologna, 2006), Giuseppe Santomaso (Venezia, 1907 – 1990), Piero Ruggeri (Torino, 1930 – Avigliana, 2009) e Luigi Spazzapan (Gradisca d’Isonzo, 1889 – Torino, 1958).

INFORMAZIONI

Museo Pignatelli, via Riviera di Chiaia 200, Napoli

orario: 8,30 -17 (ultimo ingresso ore 16); chiuso martedì

ingresso: 5 euro

info: tel. +39 081 7612356 – pm-cam.pignatelli@beniculturali.it

www.polomusealecampania.beniculturali.it