Caso Domenico Caliendo: clamorosa svolta nei verbali. Un medico ammette che il cuore del bimbo fu rimosso mentre il frigo con l’organo nuovo era ancora chiuso.
L’inchiesta giudiziaria sul drammatico decesso del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di trenta mesi scomparso lo scorso febbraio in seguito a un intervento di trapianto cardiaco a Napoli, si arricchisce di dettagli cruciali che rischiano di aggravare la posizione dei camici bianchi coinvolti. Davanti ai magistrati della Procura della Repubblica, sono emersi nuovi e determinanti verbali d’interrogatorio che gettano un’ombra pesante sulle procedure d’urgenza eseguite all’interno della sala operatoria del nosocomio napoletano.
L’asportazione dell’organo prima della verifica della sacca
In base a quanto rivelato dalle ultime indiscrezioni giornalistiche pubblicate dall’agenzia Ansa, uno dei cardiochirurghi dell’equipe ha rilasciato dichiarazioni spontanee molto pesanti ai pubblici ministeri. Il medico ha infatti ammesso che la cardiectomia – ovvero la rimozione del cuore originario e malato del piccolo Domenico Caliendo – sarebbe stata avviata e portata a termine in un momento in cui il contenitore termico contenente il nuovo organo donato non era ancora stato aperto, rimanendo di fatto sigillato. Questa circostanza indicherebbe che l’espianto sul bimbo è avvenuto prima ancora che i medici potessero verificare visivamente l’integrità e lo stato di perfetta conservazione del muscolo cardiaco sostitutivo.
Il nodo della catena del freddo e le accuse incrociate
La questione della conservazione dell’organo resta il fulcro attorno a cui ruota l’intera indagine sul caso di Domenico Caliendo. Come riportato dagli aggiornamenti dell’Ansa, gli inquirenti stanno cercando di capire se il decesso sia stato causato da un difetto di refrigerazione durante il trasporto da Bolzano a Napoli, dato che il ghiaccio secco utilizzato avrebbe congelato e danneggiato irrimediabilmente i tessuti. Le ultime dichiarazioni rese ai PM evidenziano una profonda frattura interna allo staff medico, con i professionisti che tentano di circoscrivere le proprie responsabilità individuali in merito alla catena di comando e ai tempi tecnici che hanno preceduto le fasi finali della tragica operazione.
