Domenico Caliendo: i genitori chiedono la valutazione dell’omicidio volontario per il primario. I dettagli sulle posizioni delle parti.
I genitori del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni scomparso il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi di Napoli in seguito al fallimento di un trapianto cardiaco, hanno presentato un’integrazione di querela presso la Procura. Attraverso il loro legale, la famiglia ha sollecitato i magistrati a valutare la fattibilità dell’ipotesi di omicidio volontario con dolo eventuale e un’ulteriore contestazione di falso a carico del primario cardiochirurgo Guido Oppido.
L’istanza trae origine dalle conclusioni contenute nella perizia del giudice, che analizza la mancata adozione del supporto artificiale Berlin Heart in alternativa al sistema Ecmo a cui il bimbo è rimasto collegato per circa due mesi.
Il contenuto dell’atto e la fonte dell’inchiesta
Tutti i dettagli relativi al nuovo deposito legale nell’ambito delle indagini sulla morte di Domenico Caliendo sono stati diffusi dall’agenzia d’informazione ANSA. Come riportato dall’ANSA, il documento richiede di verificare se la scelta di proseguire l’assistenza con l’Ecmo, ritenuta dai periti fattore limitante per l’accesso a un successivo trapianto, sia stata assunta con la consapevolezza dei rischi per la sopravvivenza del paziente. In vista dell’incidente probatorio previsto per il mese di novembre, l’atto punta a chiarire la catena decisionale adottata nella gestione clinica.
La posizione dei difensori del chirurgo
Di segno contrario restano le valutazioni espresse dai difensori del medico coinvolto nelle indagini per la scomparsa di Domenico Caliendo. La difesa sostiene infatti che le argomentazioni dei periti confermino la correttezza dell’operato chirurgico e il rispetto dei protocolli professionali, specificando come le procedure applicate in sala operatoria fossero adeguate alle condizioni di urgenza del quadro clinico.
