Le parole del legale della famiglia di Domenico Caliendo dopo la manifestazione a sostegno del chirurgo coinvolto nel trapianto.
Non accenna a placarsi la commozione e la tensione attorno alla drammatica vicenda del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di appena due anni e mezzo scomparso in seguito al tragico esito di un trapianto cardiaco. All’indomani della manifestazione organizzata da un gruppo di genitori a sostegno del medico Guido Oppido, è arrivata la ferma presa di posizione della famiglia della giovane vittima. L’avvocato Francesco Petruzzi ha voluto richiamare l’attenzione sull’estrema gravità dei rilievi contestati dalla magistratura, stigmatizzando le manifestazioni di solidarietà rivolte al professionista coinvolto.
Le contestazioni sulla condotta e le decisioni del Giudice
Le dichiarazioni dell’avvocato che assiste i genitori del piccolo Domenico Caliendo sono state raccolte e riportate dall’agenzia di stampa ANSA. Come evidenziato dall’ANSA, il legale ha ricordato come nei provvedimenti del Giudice per le indagini preliminari emerga chiaramente un tentativo di alterazione della realtà dei fatti, legato alla presunta manomissione della documentazione sanitaria. Secondo la difesa della famiglia, le misure restrittive applicate al chirurgo avrebbero dovuto essere ancor più severe fin dalle prime fasi successive alla denuncia, proprio per scongiurare il rischio di inquinamento delle prove o condizionamenti verso il personale della struttura.
Il dolore dei familiari di fronte alle manifestazioni di protesta
La richiesta di reintegro avanzata durante il presidio a favore del medico è stata accolta con profonda amarezza dalla madre e dai parenti di Domenico Caliendo. Il legatario della famiglia ha sottolineato come tali iniziative manifestino una mancanza di rispetto di fronte a una perdita così devastante, ribadendo la convinzione che la tragedia del piccolo potesse e dovesse essere evitata. La priorità dei familiari resta quella di veder stabilite con chiarezza le responsabilità penali senza che vengano minimizzati gli atti contestati al personale sanitario.
