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Domenico Caliendo: gli esami istologici confermano i danni da ghiaccio secco sul cuore trapiantato

I rilievi sul cuore del piccolo Domenico Caliendo confermano la necrosi da ghiaccio secco. Slitta a ottobre il deposito delle perizie sul caso Monaldi.

I risultati emersi dagli accertamenti medici gettano nuova luce sul drammatico caso clinico che ha portato alla perdita di una giovane vita in Campania. La morte del piccolo Domenico Caliendo, avvenuta in seguito all’esito negativo di un intervento chirurgico di sostituzione cardiaca presso la struttura ospedaliera Monaldi, è al centro di una complessa attività peritale che si è conclusa nelle scorse ore.

Gli accertamenti specialistici eseguiti sui tessuti dell’organo che era stato individuato per il trapianto hanno confermato la presenza di lesioni irreversibili, fornendo elementi determinanti per il prosieguo dell’azione giudiziaria avviata dai familiari del minore.

L’esito dell’incidente probatorio e i riscontri dei medici legali

I dettagli tecnici emersi durante gli accertamenti di laboratorio sono stati diffusi tramite un dispaccio dell’agenzia di stampa Ansa. Il dottor Luca Scognamiglio, lo specialista di medicina legale incaricato dai parenti del nucleo familiare, ha partecipato nel capoluogo pugliese alle fasi conclusive dell’incidente probatorio stabilito dal giudice per le indagini preliminari del tribunale partenopeo, Mariano Sorrentino.

In base a quanto riportato nei lanci dell’Ansa, l’esame istologico condotto sul muscolo cardiaco ha rivelato lesioni strutturali evidenti: nello specifico, lo specialista ha riscontrato una necrosi tessutale direttamente collegabile all’esposizione dell’organo al ghiaccio secco. In aggiunta a questa problematica, le analisi condotte sui medesimi reperti hanno posto in evidenza ulteriori conseguenze nocive derivanti da una permanenza prolungata del paziente sotto il sistema di ossigenazione extracorporea a membrana (Ecmo).

Le verifiche sui due organi e la dilazione dei tempi per la perizia

La sessione di accertamenti irripetibili si è svolta presso le strutture del Policlinico di Bari e ha preso in esame due elementi distinti: da un lato il muscolo cardiaco originario e patologico del bambino, dall’altro l’organo che era stato prelevato a Bolzano e che è giunto nella città di Napoli in condizioni di congelamento. All’attività peritale hanno assistito sia i consulenti scelti dal gip Sorrentino, sia gli esperti nominati dai legali dei sanitari iscritti nel registro degli indagati e dagli avvocati della famiglia del piccolo Domenico Caliendo.

Il gruppo di periti incaricato dal magistrato ha già manifestato l’intenzione di richiedere un prolungamento dei tempi di consegna dei documenti compreso tra le due e le quattro settimane; di conseguenza, la scadenza originaria fissata per l’11 settembre subirà uno slittamento temporale, spostando il deposito ufficiale delle relazioni verso la metà del mese di ottobre.

Il quadro penale e le contestazioni per omicidio colposo e falso

Sul fronte puramente giudiziario, la magistratura sta valutando le singole responsabilità professionali legate alla vicenda. Il sostituto procuratore Giuseppe Titta Ferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci hanno provveduto a iscrivere nel registro degli indagati un totale di sette professionisti sanitari, ipotizzando per tutti l’accusa di omicidio colposo in concorso.

Una posizione più complessa riguarda i cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, ai quali i pubblici ministeri muovono anche l’addebito di falso ideologico in merito ad alcune presunte irregolarità riscontrate nella stesura dei documenti sanitari e della cartella clinica di Domenico Caliendo. In merito a questa specifica fattispecie, l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha espresso l’auspicio che gli organi giudicanti si esprimano celermente sulla richiesta di una misura interdittiva presentata nei confronti dei due medici.

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