Di Maio e Salvini sul nuovo Governo: “No a Esecutivo istituzionale”

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Di Maio, incontro con i rider come primo passo da ministro

Nuovo Governo: i leader di Movimento 5 Stelle e Lega sono contrari a un Esecutivo di tipo istituzionale.

Il rebus per la complicata formazione del nuovo Governo prosegue, ad ormai dieci giorni dalle ultime Elezioni politiche. La situazione sembra davvero essersi fatta complessa, con i leader dei due partiti “vincitori” senza maggioranza, ovvero Movimento 5 Stelle e Lega, contrari a un Esecutivo di tipo istituzionale. Il candidato premier pentastellato, Luigi Di Maio, non vuole che “liti di partito” allontanino dai problemi del Paese (“debito, disoccupazione giovanile, tassazione delle imprese”), escludendo un’ipotesi di governo di scopo e allontanando così possibili alleanze sia con il “Carroccio” che col Partito Democratico: “Il M5S –ha dichiarato Di Maio in un incontro con la stampa estera- non è disposto a tradire la volontà popolare, né a immaginare una squadra di governo diversa da quella espressa dal voto”.Elezioni 2018. M5S trionfa al Sud ma non c'è maggioranza. Ecco i dati Lo stesso Di Maio non si mostra preoccupato da quella che potrebbe rappresentare un’eventualità non lontana, quella di un ritorno alle urne. Sulla stessa lunghezza d’onda il leader della Lega, Matteo Salvini: “Se qualcuno a Bruxelles, Berlino o Roma pensa di inventare governi contro chi ha vinto, sbaglia –ha dichiarato ai giornalisti a Strasburgo-. Anche perché non abbiamo paura del voto. O riusciamo a fare un Governo o torniamo a votare. Spero avremo l’onore di guidare l’Italia, ma senza annegamenti o inciuci”. A precisa domanda su un possibile Esecutivo insieme ai pentastellati, Salvini ha risposto “di sicuro mai col Pd”. Quest’ultima risposta apre uno spiraglio per una comunque difficilissima intesa tra il Carroccio e i “grillini”, che relegherebbe in “secondo piano” sia Forza Italia che il Partito Democratico (i dem faranno opposizione, come sottolineato anche in Direzione dal vicesegretario Maurizio Martina). Tutto è comunque fortemente in bilico, quando si avvicina la scadenza dell’elezione dei presidenti di Camera e Senato (il prossimo 23 marzo).