Pompei. Grande successo di pubblico per Prometeo di Eschilo

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La celebre tragedia “Prometeo” di Eschilo è andata in scena al Teatro Grande di Pompei, per tre giorni consecutivi dal 30 giugno al 2 luglio, registrando una notevole presenza di pubblico.

di Carlo Farina – Nella splendida e suggestiva cornice del Teatro Grande di Pompei, il Teatro Stabile di Napoli, in collaborazione con Teatro Nazionale Fondazione Campania dei Festival e Napoli Teatro Festival Italia, ha messo in scena Prometeo, la celebra tragedia di Eschilo, la cui prima rappresentazione si ebbe, presumibilmente, intorno al 460 a.C. e faceva parte di una trilogia, di cui le altre parti sono andate perdute. La tragica storia di Prometeo, che per aver donato il fuoco agli uomini, fu punito da Zeus che l’incatenò ai confini del mondo in una terra deserta, destinato a lunghi tornenti, rappresenta l’emblema di quell’umanità che libera da schemi rigidi e totalitari, cerca quella libertà di pensiero necessaria alla lotta per la sopravvivenza in nome di una società senza padroni ne despoti. Prometeo rappresenta la lotta contro un potere tiranno che vuole schiavizzare gli uomini costringendoli a un destino iniquo e fallace. Un convincente e freddo Luca Lazzareschi, dà voce al nostro sfortunato eroe, interpretando una parte molto impegnativa degna della sua fama di grande attore teatrale. Nella stessa maniera dei suoi compagni di scena, da Alessandra D’Elia nella parte intensa di Io, a Gigi Savoia in quella di Ermes, fino a Monica Demuro che interpreta invece il coro. Un grande e convincente Tonino Taiuti, ha animato per buona parte questo spettacolo, interpretando il ruolo di Oceano, con grande presenza scenica e soddisfacente qualità attoriale. La regia, l’adattamento e le scene sono state curate da Massimo Luconi che con doppio livello di narrazione, ha voluto evidenziare l’attualità del personaggio “Prometeo” rimandando la storia alla Grecia dei colonnelli o a personaggi eroici della resistenza come Panagulis. Una forte affluenza di pubblico che ha fatto registrare il “tutto esaurito” a uno spettacolo di un certo impegno come richiede il teatro classico greco, ha sancito ancora una volta il successo del Teatro Stabile di Napoli che, tra mille difficoltà, rappresenta una luce, viva e costante, nella cultura di una città come Napoli, dove il teatro è da sempre una fonte primaria di antichissima tradizione.