Massimo Troisi per sempre: la sua vita rappresentata in un fumetto

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Massimo Troisi per sempre: la sua vita rappresentata in un fumetto

Massimo Troisi: il 4 giugno (anniversario della sua morte) esce “Massimo Troisi: vita, morte e miracoli di un santo contemporaneo (ma miracoli pochi, che sò complicati”.

L’indimenticabile Massimo Troisi rappresenta per Napoli e San Giorgio a Cremano un tesoro di cui essere fieri. Basti pensare alle tantissime iniziative in sua memoria, tra cui anche un film, girato dal nipote regista Stefano Veneruso (intitolato Da domani mi alzo tardi, come il libro di Anna Pavignano da cui è tratto e che la sceneggiatrice ed ex compagna dell’attore scrisse nel 2009).

Ma la vita di Troisi sarà anche rappresentata con una graphic novel (edita da Beccogiallo), nelle librerie dal 4 giugno (data del ventiseiesimo anniversario dalla morte, terrena ma non certo culturale nei cuori di chi continua ad omaggiarlo). Il titolo, Massimo Troisi: vita, morte e miracoli di un santo contemporaneo (ma miracoli pochi, che sò complicati), riflette l’ironia troisiana.

Questa graphic novel (160 pagine a colori, costo 18 euro) è stata realizzata da Tommaso Vitiello, sceneggiatore e dialoghista di Torre del Greco, e Luca Albanese, disegnatore beneventano formatosi alla Scuola internazionale di Comics di Napoli.Massimo Troisi per sempre: la sua vita rappresentata in un fumettoIl libro racconta la vita dell’attore partendo dal suo esordio nei panni di Pulcinella, performance che poteva risultare disastrosa, ma che invece lo vide sublimare la sua naturale timidezza: una caratteristica che sarebbe diventata il suo marchio di fabbrica. Da lì, il fumetto ripercorre l’esperienza all’interno della compagnia RH Negativo, l’amicizia con Lello Arena ed Enzo Decaro, la nascita de La Smorfia, ma anche l’incontro sentimentale e creativo con Anna Pavignano. Fino alla morte, subito dopo le riprese del suo ultimo capolavoro, Il postino:

In tutte le sue opere -dichiara Vitiello a Repubblica- ci sono temi che si ripetono: la famiglia; gli amici, filo conduttore di molte storie; le donne, tema che spesso sovrasta tutti gli altri. Ma c’è un tema che spesso funge solo da sottotesto triste: la malattia. Che sia mentale o fisica, tutti i personaggi di Troisi almeno una volta sono costretti a rapportarvisi. Perché è così importante? È questa la domanda che poi mi ha permesso di scrivere tutto quello che mancava”.

Per Albanese, “Troisi rappresentava due figure distinte. Da un lato, l’attore buffo, sempre presente nelle tivù campane. Dall’altro, il romantico, sarcastico, anarchico napoletano. La sua schiettezza disarmante, pungente, è la cosa da cui sono più affascinato, l’aspetto che più mi lega alla sua figura a livello umano. Col passare del tempo, mi si è poi palesato uno dei più grandi interpreti italiani”.

Foto: “Repubblica”