Carlo Buccirosso all’Augusteo con l’articolo 609 bis

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Carlo Buccirosso all'Augusteo con l'articolo 609 bis

Carlo Buccirosso con il suo nuovo spettacolo “Colpo di scena”, tra una battuta e l’altra del copione, utilizza il suo testo per lanciare anatemi e condanne contro il sistema dello  Stato.

di Giuseppe Giorgio – E’ una campagna giustizialista quella che Carlo Buccirosso con il suo nuovo spettacolo “Colpo di scena” presenta in teatro. Alla prima dell’Augusteo, infatti, lontano dalla risata facile e sulla scia del marasma mediatico di commissari, ispettori e squadre antimafia, l’attore, autore e regista napoletano, porta il suo vice questore Armando Piscitelli e soprattutto, tra una battuta e l’altra del copione, i suoi  accesi monologhi contro la società, il potere e la lentezza della giustizia.

Partendo da quello che si può identificare in un thriller teatrale, Buccirosso, usa il palcoscenico alla maniera dello Speakers’ Corner di Hyde Park, utilizzando il suo testo per lanciare anatemi e condanne contro il sistema dello  Stato.

Carlo Buccirosso all'Augusteo con l'articolo 609 bis

Oltre due ore in poltrona,  per un giallo in palcoscenico, dove, tra uno stupratore seriale, un “colpo di scena” finale e l’ormai tipica scenografia che ruota insieme alla storia divisa tra un commissariato ed una casa di campagna, a prevalere su tutto è la vocazione rivoluzionaria del capocomico e la sua oratoria modello ateniese come quella riguardante l’articolo 609 bis del codice penale, sulla violenza sessuale.

Con una squadra di polizia dallo stampo caricaturale tra cui, un poliziotto stile “ispettore Clouseau”  impersonato da Peppe Miale e gli altri agenti interpretati da Giordano Bassetti, Matteo Tugnoli, Monica Assante di Tatisso e Claudia Federica Petrella, la commedia va avanti dividendosi tra il drammatico più profondo e gli sprazzi ironici derivati da una società alla deriva.

Completata da un eccellente Gino Monteleone, nel ruolo del vecchio genitore malato di Alzheimer del vice questore e da  Gennaro Silvestro, che lascia per un momento il suo commissariato di “Pizzofalcone” per impersonare il ruolo del “cattivo” (una specie di Norman Bates di Psyco) nonchè del custode di un grande segreto, la messinscena dall’indole poliziesca giunge al finale seguendo, sia pure con qualche verbosità, il ben funzionante ingranaggio comico costruito dallo stesso Buccirosso.

Tant’è che aggiungendo alla storia una badante dell’est che teme Salvini ma che è abilissima nell’usare la calibro 38, interpretata da Elvira Zingone ed un’attraente neurologa vittima di abusi sessuali, impersonata da Fiorella Zullo, l’autore e protagonista, Carlo Buccirosso, repentinamente distante dalla commedia facile e dal quel genere cui  aveva abituato il suo pubblico, trasferisce in platea una serie di risate soffocate dalla drammaticità di situazioni che giungono persino alla morte.

Aggirandosi tra i temi della violenza sulle donne e dell’inefficienza delle leggi, la fragile drammaturgia di “Colpo di scena” sembra tramutarsi in una vera e propria sfida oltre che alla società, al teatro stesso. Così, mettendo da parte la commedia classica napoletana e puntando su di un teatro noir dalla vocazione civile, Buccirosso, tra enunciazioni alla Marco Travaglio e battute dall’indole isterica, stupisce certamente gli spettatori napoletani, tra cui, a fine spettacolo, c’è pure qualcuno che dell’artista, a voce alta, rimpiange i precedenti spettacoli.