Applausi alla Sala Assoli per “Chapeau” di  Roberto Russo con Gianni De Feo

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Alla Sala Assoli per lo spettacolo musicale “Chapeau – I misfatti dell’istinto”, scritto dall’autore Roberto Russo e presentato dall’attore, cantante e regista Gianni De Feo.

NAPOLI– E’ arrivato anche alla Sala Assoli- Casa del Contemporaneo per la rassegna “Fuori Controllo”, lo spettacolo musicale “Chapeau – I misfatti dell’istinto”, scritto dall’autore Roberto Russo e presentato dall’attore, cantante e regista Gianni De Feo.

Un napoletano ed un romano a confronto, dunque, nella storicizzata sala napoletana, che con il sostegno di Florian Metateatro, hanno portato tra il pubblico l’essenza di un mondo distopico in mano ad un potere onnipotente come quello immaginato dall’autore ed attivista politico-sociale, Orwell, insieme alle intense atmosfere del kabarett berlinese e del cantautore Fabrizio De Andrè.

Ed è stato lo stesso interprete e regista De Feo con una recitazione che spesso si è trasformata, tra canto e mimo, in una vera e propria performance, a proporre una lettura profonda ed originale di quella oscura dimensione fatta di meccanismi totalitari di controllo del pensiero descritta da Russo.

Applausi alla Sala Assoli per “Chapeau” di  Roberto Russo con Gianni De Feo

Trasferendo in palcoscenico le terribili sensazioni di una società controllata da un’entità superiore che impone la conoscenza di arditi calcoli algebrici ed aritmetici ed ancora, presentando la storia di uno strambo individuo chiamato Civis 2Barra4 che a causa dei suoi involontari errori di calcoli matematici subisce pene e carcerazione, il lavoro “Chapeau” lascia allo stesso pubblico la possibilità di analizzare le “fantasie” contenute in un testo ardito e profondo.

Le stesse che, spesso, risultano intinte nei profondi e cupi colori orwelliani così come in quel modernismo e realismo magico che furono di Franz Kafka. Proprio dello scrittore praghese, infatti, nel testo di Russo s’intravedono gli archetipi dell’alienazione umana e quei temi che partendo dalla brutalità  fisica e psicologica sfociano nella conflittualità di personaggi in preda alla più profonda angoscia esistenziale.

Alla prima napoletana, “Chapeau” si è posto come uno spettacolo agghiacciante e romantico al tempo stesso, capace, con l’intensa prova di un artista completo come De Feo, con le sue canzoni e  le sue destabilizzanti trovate, di conquistare fin da subito la mente del pubblico.

Trovate d’autore davvero geniali in “Chapeau”,  come quella di accostare il gesto di Orfeo che, voltandosi, al di là di ogni cautela, perde Euridice, al gesto di Zidane che durante la finale dei Mondiali di calcio del 2006, nella sua ultima partita, al di là di ogni razionalità, colpisce un avversario con una testata, facendosi espellere.

E così con la verità fatta di terribili soprusi e violenza psichica dell’individuo Civis 2Barra4, le musiche originali di Francesco Verdinelli e la coinvolgente voce off di Edoardo Siravo, “Chapeau- I misfatti dell’istinto” piace e fa riflettere  sia per  la “fanta-storia” proposta sia per le parole finali contenute nella poetica ribellione del protagonista.