Pozzuoli, tre arresti per estorsione nel clan Longobardi-Beneduce: I NOMI

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Pozzuoli: arrestati tre affiliati del clan Longobardi-Beneduce per vari casi di estorsione nei confronti dei titolari di un autolavaggio (minacciati anche con una mazza da baseball).

Questa mattina, in Pozzuoli, i Carabinieri della locale Compagnia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Fabio Cerrone, nipote Salvatore, detto “Totore ‘o biondo”, Enrico Gennaro Iovine, (entrambi 30enni e già detenuti presso la Casa Circondariale di Napoli-Secondigliano) e Pasquale Dello Iacolo, 37 anni, fratello di Aprea Pio, detto “Piariello”, elemento di spicco della criminalità flegrea, gravemente indiziati in concorso dei reati di rapina e tentata estorsione commessa con l’aggravante delle finalità mafiose.

Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Napoli – Sezione G.I.P., è scaturito all’esito delle indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia e condotte dalla predetta Compagnia.Pozzuoli, tre arresti per estorsione nel clan Longobardi-Beneduce: I NOMI Le indagini svolte nell’immediatezza della denuncia sporta nel mese di Ottobre 2019 dal titolare di un autolavaggio (e da suo figlio), hanno permesso di far luce su numerosi episodi delittuosi, episodi che si protraevano sin dal mese di febbraio del 2019, allorquando il gruppo ha iniziato ad avanzare nei confronti dei denuncianti richieste sempre più pressanti di ingenti somme di denaro: in alcune circostanze gli indagati non esitavano a intercettare le vittime per strada, agendo in modo violento nei loro confronti anche mediante l’uso di una mazza da baseball.

L’attività investigativa riconduceva gli episodi a soggetti ritenuti legati ad ambienti vicini ad organizzazioni criminali operanti nel comune di Pozzuoli e più precisamente al clan Longobardi-Benedeuce, in nome del quale, grazie all’intimidazione derivante dall’influenza che il clan esercita in zona, avevano rivolto le numerose richieste estorsive. La denuncia sporta d’iniziativa dai titolari dell’autolavaggio coinvolto è la chiara dimostrazione della profonda incidenza dell’attività investigativa svolta sul litorale flegreo dagli organi investigativi ed inquirenti, confortata dai risultati sin ora ottenuti.

L’ordinanza cautelare è stata notificata in carcere a Cerrone e Iovine (già detenuti per analoghi episodi commessi con finalità di tipo mafioso), mentre Dello Iacolo, a seguito dell’esecuzione della misura cautelare, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Napoli Secondigliano.