Coronavirus in Italia, 2 turisti cinesi ricoverati allo Spallanzani di Roma

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Coronavirus, Spallanzani:

La conferma dei primi due casi di coronavirus in Italia arriva direttamente dal premier Conte in conferenza stampa: si tratta di due cittadini cinesi in vacanza nel nostro Paese.

Il coronavirus cinese è arrivato in Italia. Da ieri una coppia di cittadini cinesi in viaggio a Roma è risultata positiva al test, e ricoverata in isolamento all’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma. Ma ci sono altri 18 cittadini cinesi sotto osservazione perché facevano parte dello stesso gruppo della coppia in vacanza a Roma.

“Sono arrivati ieri in autobus e sono sotto osservazione – spiega Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani – le loro condizioni sono buone ma voglio rassicurare che l’ospedale è operativo e non chiuso come scritto da qualche giornale”. Per quanto riguarda la coppia positiva al coronavirus, era originaria di Wuhan, è in condizioni stabili come spiegato ieri dal diretto scientifico dello Spallanzani nella conferenza stampa con il premier Conte e il ministro della Salute Speranza a Palazzo Chigi. Lo Spallanzani è comunque blindato ai giornalisti, gli ingressi sono presidiati dalla Polizia e dai vigilantes, e sono poche le persone che entrano o escono dall’ingresso principali e tutti comunque preferiscono non commentare.

“Ho sentito la notizia dei casi confermati di coronavirus. Non sono preoccupato e oggi sono venuto tranquillamente a portare mia figlia al nido. D’altronde questo è un centro di eccellenza e siamo tranquilli”. Lo racconta un papà con la figlia di due anni mentre entra nell’ospedale accompagnando la bimba all’asilo all’Istituto Spallanzani di Roma. Dentro lo Spallanzani è presente anche un nido – anche oggi regolarmente operativo – per i dipendenti, aperto anche ai residenti del quartiere. Nel poco via vai all’ingresso c’è chi ha visite mediche specialistiche ed è venuto a ritirare le analisi. “Tutto tranquillo – afferma un signore sulla sessantina uscendo – sapevo dei casi positivi, ma sono venuto lo stesso perché dovevo ritirare delle analisi e ho trovato pure poca gente”.