Castellammare di Stabia, clan nei seggi e pacchi alimentari: si indaga

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Castellammare di Stabia, clan a presidio dei seggi: aperta indagine

Elezioni amministrative: sta per essere aperto un fascicolo sulla presenza di esponenti di spicco del clan Cesarano ai seggi di Castellammare di Stabia.

La Procura di Torre Annunziata ha aperto due inchieste sulla regolarità del primo turno delle Amministrative di Castellammare di Stabia, nei cui seggi sarebbero comparsi pacchi alimentari e buste della spesa “farciti” con volantini elettorali, oltre a schede fotografate.

Come riporta “Il Mattino”, a preoccupare gli investigatori è però soprattutto la segnalazione della presenza di elementi di spicco del clan Cesarano all’interno del seggio di Ponte Persica: episodio destinato a confluire in un terzo fascicolo.Elezioni, si vota in 760 comuni: affluenza in crescita alle urne

Ciò sarebbe accaduto durante le ultime ore utili per il voto, in un quartiere ritenuto roccaforte del clan fondato dal boss dei trenta ergastoli e delle due lauree, Ferdinando Cesarano.

Il seggio sarebbe stato “presidiato” da un suo parente recentemente scarcerato e un altro suo uomo di fiducia: questo è quanto raccontato da più testimoni alle forze dell’ordine, che stanno verificando i fatti.

Tra le 21 e le 23 di domenica scorsa, inoltre, è stato segnalato un insolito viavai di scooter per dirottare elettori svogliati dalle proprie abitazioni direttamente alle cabine per votare: il candidato “prescelto” potrebbe arrivare in consiglio comunale. Il clima è dunque pesantissimo, ad una settimana dal ballottaggio tra Gaetano Cimmino e Andrea Di Martino.

L’episodio della scheda fotografata

Il primo campanello d’allarme era scattato domenica mattina, con l’episodio della scheda elettorale fotografata da padre e figlia all’interno del seggio del rione Cicerone, uno dei quartieri più a rischio di Castellammare.Elezioni amministrative, risultati: ballottaggio Pizza-Ciampi ad Avellino

L’intervento immediato dei poliziotti del commissariato stabiese ha cristallizzato le prove, con il sequestro del telefonino e delle schede, e con la denuncia a piede libero di due elettori.

Nel contempo, è stata aperta un’indagine per capire quanto ci fosse di vero sui 50 euro promessi in caso di foto alla preferenza e sul candidato che avrebbe promesso denaro in cambio del voto. Nei prossimi giorni, infatti, sarà ascoltato anche l’aspirante consigliere comunale per il quale era stato espresso il voto. Su quest’episodio c’è una serie di querele per calunnia anche da parte dei candidati accostati alla vicenda, che negano il loro coinvolgimento.

Pacchi alimentari: indagine per voto di scambio

L’attenzione della Procura di Torre Annunziata si è inoltre accesa su pacchi alimentari e buste della spesa, veicolati da alcune associazioni di volontariato, che contenevano in realtà un vero e proprio indirizzo di voto.

Tra pasta, pomodori e latte, infatti, nei pacchi consegnati in via Raiola sono spuntati anche bigliettini e volantini con fac-simile di schede elettorali. Su quest’ episodio, è stato aperto un fascicolo, per ora contro ignoti, per voto di scambio, anche se il reato consumato non ha portato al raggiungimento del risultato elettorale.