Consorzio Bonifica: lavoratori in catene per stipendi arretrati

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Consorzio Bonifica: lavoratori in catene per stipendi arretrati

Cronaca di Caserta: protesta dei lavoratori del Consorzio Bonifica (che reclamano decine di mensilità arretrate).

Forti proteste quest’oggi da parte dei lavoratori del Consorzio Bonifica. Causa dell’agitazione, che ha portato una ventina di lavoratori ad incatenarsi all’ingresso degli uffici di Sessa Aurunca, sono i tanti stipendi arretrati (addirittura per alcuni fino a quaranta) e stagionali non ancora assunti. Il Consorzio di Bonifica Aurunco (ente pubblico che si occupa di irrigazione e bonifica dei terreni, in particolare agricoli, nella piana del Garigliano, tra il Casertano e il Basso Lazio) è commissariato dal 2011 e ha debiti per decine di milioni di euro, dovuti – secondo quanto sostengono i lavoratori- anche ad una forte evasione da parte dei contribuenti (ovvero agricoltori ma anche Comuni). Ciò ha portato agli stipendi arretrati e alla mancata assunzione di 70 lavoratori stagionali: tutto questo mentre la campagna di irrigazione dei fondi agricoli non è ancora partita.

Il Consorzio Aurunco – spiega a “Il Mattino” Emilio Forte, dipendente nonché delegato sindacale della Flai-Cgil – sta battendo ogni record di inefficienza e mala gestione. Non ce la prendiamo con i commissari che sono gli unici che stanno provando a farci avere quanto ci spetta, ma con la politica, che continua a non mantenere le promesse”. Con una situazione debitoria così disastrosa, e i conti-correnti dell’ente pignorati dai creditori, il Consorzio andrebbe messo in liquidazione con apposita legge regionale, “ma la politica continua a non volerlo per non perdere sostegno”. A febbraio furono pagati degli stipendi arretrati con un escamotage, ovvero quello di far liquidare le mensilità da un altro consorzio, quello di Napoli-Volla, cui furono trasferite con delibera di giunta regionale, per un tempo limitato di tre mesi, le funzioni di quello Aurunco. “L’ulteriore delibera emessa dall’esecutivo regionale De Luca il 31 maggio scorso, proroga in pratica quella di gennaio per altri tre mesi, ma senza indicare i fondi a disposizione; a gennaio erano 500mila euro, ma sono quasi esauriti e non basteranno per assumere gli stagionali e pagare qualche arretrati ai dipendenti a tempo indeterminato”.