venerdì, Settembre 30, 2022

Clan dei Casalesi, pm chiede pene per il boss “Sandokan” e il figlio pentito

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Francesco Monaco
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Francesco Monaco, giornalista. Esperienza dalla carta stampata a internet, radio e tv. Scrittore, il suo primo romanzo: 'Baciami prima di andare'.

La Dda di Napoli ha chiesto 12 anni per il capo del clan dei Casalesi Francesco Schiavone, tre anni e otto mesi per Walter, figlio secondogenito da poco divenuto collaboratore di giustizia.

Pene per aver percepito lo “stipendio” con i soldi delle estorsioni sono state richieste dal pm della Dda di Napoli Vincenzo Ranieri nei confronti di esponenti di spicco del clan dei Casalesi. Il sostituto, nella requisitoria del processo in corso al tribunale di Napoli Nord, ha chiesto 24 anni di carcere per il collaboratore di giustizia Raffaele Venosa, 12 anni per il capo del clan Francesco “Sandokan” Schiavone, tre anni e otto mesi per Walter Schiavone, figlio secondogenito di Sandokan da poco divenuto collaboratore di giustizia; dieci anni sono stati inoltre richiesti per l’altro esponente di spicco della cosca Raffaele Diana. Complessivamente sono dieci gli imputati.

I fatti riguardano gli anni 2014 e 2015, quando, per l’accusa, il clan dei Casalesi era guidato proprio da Raffaele Venosa, che era subentrato nella gestione degli affari illeciti dopo gli arresti dei figli di Sandokan, in particolare del primogenito Nicola (arrestato nel 2010) e del terzogenito Carmine (catturato nel 2013). Venosa, divenuto collaboratore, ha raccontato che in quegli anni gestiva la cassa comune del clan in cui confluivano i soldi delle estorsioni alle attività economiche, e da lì prendeva il danaro da dare poi a Walter Schiavone, che a sua volta lo consegnava mensilmente in carcere al padre Francesco e al fratello Nicola.

Walter, difeso dall’avvocato Domenico Esposito, in una delle precedenti udienze, ha ammesso di aver ricevuto in due circostanze gli stipendi per il padre, ma non da esponenti dei Venosa; in quella circostanza i pm chiesero di derubricare l’associazione camorristica contestata a Walter a ricettazione con l’aggravante mafiosa. Gli altri imputati rispondono invece di associazione camorristica e solo Venosa di fattispecie legate agli stupefacenti. Del collegio difensivo fanno gli avvocati Pasquale Diana, Mirella Baldascino, Mauro Valentino e Nando Letizia.

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