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Caso Suarez: gli esami non finiscono mai… ed anche le raccomandazioni

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Gianmarco Giuglianohttps://www.2anews.it
Gianmarco Giugliano, cura la pagina dello sport calcio di 2ANews, laureato in Giurisprudenza, scrittore e giornalista.

Caso Suarez, Roberto Gervaso durante la trasmissione “il grillo parlante” con la sua solita capacità aforistica e pungente: “gli esami non finiscono mai. Ma non finiscono mai nemmeno le raccomandazioni”.

Era il 1973 quando il grande Eduardo scrisse la sua ultima commedia Gli esami non finiscono mai.

Il titolo diventò ben presto di uso popolare per il suo semplice significato intrinseco.

Dopo appena dieci anni Roberto Gervaso durante la trasmissione “il grillo parlante” si divertì a completare la frase con la sua solita capacità aforistica e pungente: “gli esami non finiscono mai. Ma non finiscono mai nemmeno le raccomandazioni”.

Ecco, in questa frase possiamo racchiudere la saggezza, l’ironia, ma anche quella capacità, purtroppo e molto spesso italiana, di riempire di grottesco ciò che andrebbe moralmente difeso.

Guglielmo Speranza  è il personaggio principale nella commedia di Eduardo. In tutte le scene, prologo compreso, indossa sempre lo stesso abito quasi a simboleggiare che il personaggio non muta e resta sempre se stesso, legato alla sua integrità morale. Solo nell’ultima scena, da morto, i familiari lo vestono diversamente, coprendolo di ridicolo.

Dalla vicenda Suarez (aspettando ovviamente che le indagini vadano avanti e scoprano eventuali mandanti) chi ne esce irrimediabilmente intaccata è l’Università e la credibilità che, in Italia, è rimasta di ogni istituto di pari importanza.

Che sia di Perugia o altra città poco importa.

Così come per il personaggio creato da Eduardo, le istituzioni dovrebbero mantenere lo stesso “abito” in quanto portatrici di moralità e serietà. Ma quando le istituzioni vengono ridicolizzate (come dai familiari di Guglielmo nella commedia) da persone che non hanno la minima capacità di intendere l’importanza delle cariche che ricoprono, allora è lo Stato che si copre di ridicolo, sminuendo quella moralità che dovrebbe essere di esempio ed alla base di tutto.

E le istituzioni, in Italia, vengono puntualmente ridicolizzate.

Inutile richiamare la “moralità” quando ormai la dignità e la difesa dei principi che dovrebbero reggere qualsiasi lavoro sono diamanti introvabili e sempre meno apprezzati. Inutile indignarsi quando ,se non fosse stato per una casuale intercettazione, il caso Suarez non sarebbe stato neppure segnalato.

La commedia di Eduardo marcò anche un grande cambiamento nella sua visione della famiglia: se nelle precedenti commedie (soprattutto Napoli Milionaria, Natale in casa Cupiello o Filumena Marturano) la famiglia patriacale era sempre stata costruita o ricostruita nel nome della moralità, in “gli esami non finiscono mai” la famiglia viene sgretolata per colpa della mancanza di valori familiari ed appunto morali.

Allo stesso modo in questo Paese, che è sempre più per furbi ed in cui le persone oneste o che credono nelle istituzioni sono relegate al ruolo di “fessi”, l’antica moralità ed i valori che un tempo erano retti dalla dignità delle persone, sono stati, tristemente polverizzati in una urna funeraria e ridicolizzati dal dio danaro, unico vero dio di questa nostra scoraggiante società.

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