domenica, Settembre 19, 2021

Caserta, usura ai danni di un imprenditore durante il lockdown: in manette un 30enne

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Caserta, usura ai danni di un imprenditore durante il lockdown: in manette un 30enne
Luigi Maria Mormonehttps://www.2anews.it
Luigi Maria Mormone, cura la pagina di cronaca su Napoli e provincia, attualità e sport (pallanuoto, basket, volley, calcio femminile ecc.), laureato in Filologia Moderna, giornalista.

Cronaca di Caserta: la Guardia di Finanza ha arrestato un 30enne per usura ed estorsione ai danni di un imprenditore operante nel settore dell’organizzazione di eventi e spettacoli.

I militari della Guardia di Finanza di Caserta hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della locale Procura, nei confronti di L.P., (30enne di Caserta), in quanto ritenuto gravemente indiziato della commissione di usura ed estorsione ai danni di un piccolo imprenditore locale operante nel settore dell’organizzazione di eventi e spettacoli.

Le attività investigative, sviluppate attraverso intercettazioni telefoniche, audizioni di persone informate sui fatti nonché appostamenti e pedinamenti hanno consentito di acquisire rilevanti conferme indiziarie in ordine alle gravi condotte attribuite al 30enne, compresa la ricostruzione del prestito usurario (con applicazione di tassi d’interesse fino al 2500%), nel cui ambito era previsto anche un vero e proprio “piano di ammortamento” del debito in base al quale l’imprenditore avrebbe dovuto versare una rata mensile di 1000 euro per 10 anni.

A causa dell’arrivo del lockdown, nel marzo 2020, l’imprenditore non era riuscito a pagare un debito contratto con l’usuraio, finendo per rimanere travolto dalla crescita esponenziale della somma da corrispondere, con tassi di interessi del 2500%, e a temere per la propria vita.Caserta, usura ai danni di un imprenditore durante il lockdown: in manette un 30enne Dalle indagini è emerso che l’imprenditore si era rivolto al 30enne nel novembre 2019, quando era ormai impossibilitato ad ottenere prestiti bancari, ricevendo dall’usuraio 10mila euro in contanti, con il patto di restituirne 15mila in pochi mesi (5mila euro di interessi con un tasso iniziale del 600%).

Il lockdown ha però complicato i piani del piccolo imprenditore, che ha così visto velocemente schizzare alle stelle il debito. A quel punto è sopraggiunto un altro patto, mediante il quale lo strozzino ha ricostruito il debito con tassi lievitati fino al 2500%, e la somma totale da corrispondere per la vittima ha raggiunto la cifra di 190mila euro. Lo strozzino aveva anche realizzato un piano di ammortamento del debito, che prevedeva che l’imprenditore pagasse una rata di 1000 euro al mese per dieci anni. Disperato e intimorito da minacce e aggressioni, l’imprenditore ha raccolto tra parenti e amici 70mila euro e li ha consegnati allo strozzino, che ha però reclamato la somma intera.

A quel punto la vittima ha preso coraggio e ha denunciato l’usuraio, in seguito alle aggressioni fisiche e alle pesanti minacce messe in atto nei suoi confronti dallo strozzino, che aveva coinvolto anche i familiari dell’imprenditore.

Ti ammazzo”, “ti taglio la gola”, o anche “ti sequestro fino a quando non mi porti tutti i soldi”, per finire con “butto giù dal balcone prima te e poi tuo padre”, queste alcune delle minacce pronunciate dal 30enne usuraio.

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