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Carenza di iodio, il tonno in scatola è un ottimo rimedio

Sono circa 6 milioni gli italiani (12%), soprattutto donne e bambini, ad avere carenza di iodio con possibili ricadute sull’organismo e sul metabolismo.

Lo iodio è un prezioso alleato contro ipotiroidismo, spossatezza e stress. Non basta fare una passeggiata in riva al mare per fare il pieno di questo micronutriente minerale, ma occorre introdurlo con gli alimenti, come i prodotti ittici e tra tutti, il tonno in scatola.  Cento grammi di prodotto, infatti, ricorda l’Ancit, l’associazione nazionale conservieri ittici e delle tonnare, forniscono in media 50-100 microgrammi di iodio, apportando l’11% del fabbisogno quotidiano.

L’apporto di iodio del tonno – spiega il presidente della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione, Pietro Migliaccioè ottimale per la dieta in tutte le età dalla gravidanza e infanzia, fino alla terza e quarta età. Consente infatti il regolare sviluppo e accrescimento nell’età evolutiva, ottimizza il metabolismo dell’adulto, contrasta la perdita di masse muscolari nell’anziano e facilita un eccellente equilibrio psicofisico“.

    Lo iodio, è presente  nell’organismo umano per circa 10-20 microgrammi, dove svolge un ruolo molto importante nella tiroide, produrre ormoni tiroidei, aiuta a rafforzare il sistema immunitario, la memoria e regolare la temperatura corporea soprattutto durante il cambio di stagione. Lo iodio è un micronutriente essenziale per l’uomo che è presente in natura in modo piuttosto disomogeneo. A grandi linee si può dire che più si è vicino al mare più è possibile reperire lo iodio in quanto, essendo presente nel mare, può evaporare e ricadere sul suolo per poi essere assorbito dalle piante.

Una carenza grave di iodio, specialmente nell’età dello sviluppo, può causare cretinismo e ritardi mentali ma fortunatamente oggigiorno raramente si arriva a un tale livello di carenza. La carenza nell’assunzione provola il  gozzo, cioè un ingrossamento della tiroide che causa un caratteristico rigonfiamento alla base del collo, oppure ad altre patologie nelle fasi dell’accrescimento e dello sviluppo, ma che possono interessare sia i bambini, sia ladulti.

Il suo nome deriva da un termine greco antico che significa viola o lilla, il  colore dei vapori di questo elemento. Concentrazioni di Iodio possiamo trovarle nelle ghiandole salivari, il tessuto mammario e la cervice uterina e questo ci fa capire la sua importanza  nel periodo della  gravidanza e nella crescita del bambino. 

Quantità da assumere

Secondo i Livelli di Assunzione Raccomandati di nutrienti (Larn), il fabbisogno giornaliero nell’adulto è di circa 150 microgrammi, nel bambino e nell’adolescente è tra i 90 e i 130 microgrammi, mentre aumenta fino a 200 al giorno in gravidanza e a 220 microgrammi durante l’allattamento.

Tuttavia questi livelli non sono spesso rispettati e ciò si ripercuote sulla salute di moltissime persone. Questa importante problematica è correlata alla scarsa presenza di iodio nella  dieta quotidiana. Lo  iodio si trova in alcuni alimenti, ma non in quantità sufficienti a rispondere al fabbisogno quotidiano.

E’ presente nelle acque marine quindi nei pesci marini, alghe e crostacei. Per quanto riguarda gli altri alimenti di origine animale abbiamo carne, latte e uova e dipende dalla quantità di iodio che viene assunta dall’ animale tramite l’alimentazione.

Ecco quali sono gli alimenti più ricchi di iodio

Cefalo muggine, Cozza, Caviale, Bottarga, Uovo di gallina, tuorlo, Vongole, Macedonia di frutta in scatola, Latte di vacca intero o parz. Scremato, Farina lattea, Sgombro o maccarello, Merluzzo, baccalà, stoccafisso, Surimi, Gambero, Aragosta, Astice, Granchio, polpa in scatola, Capitone, Anguilla di mare, Lumache di mare, Yogurt di latte, Ostrica, tonno e Salmone in salamoia, Gorgonzola, cavoli, ravanelli, miglio, tapioca, Camembert, Groviera, Taleggio, Fontina, Pecorino, Burro, Salmone,  Grana e Parmigiano
Da alcuni anni sappiamo, che oltre al deficit di iodio, anche la carenza di selenio, può  contribuire all’insorgenza di ipotiroidismo. Mentre lo iodio è l’elemento fondamentale per la sintesi degli ormoni tiroidei, T3 e T4, il selenio gioca un ruolo fondamentale nel loro metabolismo.

Articolo pubblicato il: 11 Aprile 2018 9:00

Patrizia Zinno

Patrizia Zinno è biologa nutrizionista napoletana e ha lavorato per circa 20 anni presso centri di Diabetologia, di Dialisi, Ematologia e Chimica Clinica. Ora insegna Scienza e Cultura dell’Alimentazione nella Scuola Alberghiera di Scampia.