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Carabiniere ucciso a coltellate, l’omicida confessa: “L’ho ucciso per la cocaina”

Roma: un 19enne americano (fermato insieme a un altro cittadino statunitense) ha confessato l’omicidio del 35enne Carabiniere Mario Cerciello Rega.

Sviluppi sulla morte del Carabiniere Mario Cerciello Rega (35enne vicebrigadiere di Somma Vesuviana), ucciso a coltellate a Roma. Nella giornata di ieri sono stati fermati due cittadini americani (Gabriel Christian Natale Hjorth ed Elder Lee Finnegan, 18 e 19 anni). Finnegan ha confessato di essere lui l’autore materiale dell’accoltellamento (avvenuto a pochi metri dalla Corte di Cassazione), e di averlo fatto per “la cocaina”.

Si tratta del giovane con i capelli mesciati apparso in una foto e ripreso da alcune telecamere. La confessione è arrivata al termine dell’interrogatorio fiume cui è stato sottoposto insieme all’altro fermato. Gli inquirenti stanno adesso cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’omicidio e dell’intera vicenda, che ha ancora lati non chiari. Come riporta “Il Mattino”, giovedì sera nei pressi di piazza Mastai, a Trastevere, un italiano di 45 anni viene derubato da due individui di uno zaino, al cui interno c’è il cellulare e il portafogli ed altri effetti personali, tuttora al vaglio degli inquirenti. Il 45enne da un altro telefono compone il 112, denunciando il furto.

La chiamata viene presa in carico dalla stazione dei Carabinieri di Monteverde. Quando i militari arrivano a piazza Mastai, l’uomo nel frattempo gli dice di aver chiamato al proprio cellulare e che a rispondere sono stati due individui con un accento straniero, che gli avevano dato un appuntamento a via Cossa per riconsegnargli lo zaino in cambio di 100 euro (il cosiddetto “cavallo di ritorno”).

All’appuntamento intervengono però i militari di piazza Farnese, dove Rega presta servizio. Lui e il suo collega, Andrea Varriale (poi ferito), si presentano in abiti civili in via Cossa, girano per un po’ sulla strada perché non trovano nessuno. Poi, non distante da una farmacia, notano due uomini con felpe e cappucci, fermi in mezzo alla strada (sono quasi le 3 del mattino). Decidono di controllarli chiedendo loro i documenti, ma uno dei due estrae dalla tasca un coltello e inizia a pugnalare il vicebrigadiere. In quella maledetta serata, i due ventenni (a Roma da qualche giorno per una vacanza) erano alla ricerca di droga: un po’ di erba, qualche pasticca. A quel punto si imbattono nell’uomo, che sarà poi derubato dello zaino, e che sembra per motivi tuttora al vaglio degli inquirenti averli accompagnati o avergli indicato la persona da cui potersi rifornire. Un pusher che mette in mano ai ragazzi un po’ di pasticche “false”. Non è droga quella e i ventenni se ne accorgono.

Ma lo spacciatore non c’è già più, così rintracciano l’uomo che, con lo zaino sempre al seguito, gliel’aveva indicato. Da un video ripreso nell’area di piazza Mastai si vedono i tre che percorrono insieme un pezzo di strada. Passa poco tempo e gli occhi delle videocamere catturano i due statunitensi mentre scappano con lo zaino in mano: c’è ora da scoprire cosa vi fosse in quel borsello e soprattutto perché è stato rubato.

Da chiarire, dunque, anche la posizione dell’uomo derubato, mentre ancora si sta cercando il pusher che avrebbe fornito la droga falsa ai due facendo scattare poi il dramma. Si crede che uno dei due statunitensi abbia colpito a morte Rega credendolo un uomo vicino al pusher, poiché a Prati il 45enne con cui si erano messi d’accordo telefonicamente, non si era presentato.

Oggi sarà svolta l’autopsia sul corpo di Mario Cerciello Rega, mentre i funerali saranno celebrati lunedì a Somma Vesuviana, nella stessa chiesa dove lo scorso 13 giugno il Carabiniere si era sposato.

Articolo pubblicato il: 27 Luglio 2019 10:47

Luigi Maria Mormone

Luigi Maria Mormone, cura la pagina di cronaca su Napoli e provincia, attualità e sport (pallanuoto, basket, volley, calcio femminile ecc.), laureato in Filologia Moderna, giornalista.