Calcio Napoli: Trama fluida e pressing alto, ma la difesa a 4 va in affanno
Marcatori: 11′ Cerri (A), 60′ Politano (N), Gilli (A), 89′ Mawuli (A).
NAPOLI primo tempo (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marin, Gutierrez; Anguissa, Prisco, Lindstrom; Giovane, Hojlund, Alisson Santos.
A disposizione: Pugliese, Contini, Milinkovic-Savic, Garofalo, Marianucci, Baridò, Lucca, Politano, Folorunsho, Vergara, Obaretin, Mazzocchi, Rao, Pereyra, Spinazzola, Lobotka. All. Allegri.
Esordio amaro nel punteggio ma ricco di spunti tattici per il nuovo Napoli targato Massimiliano Allegri. Nel primo test stagionale contro l’Arezzo, la formazione partenopea cede per 3-1, mostrando due volti opposti: incoraggiante nella costruzione del gioco e nel pressing, ancora da registrare negli equilibri difensivi.
Palleggio fluido e pressing alto: la nuova identità azzurra
Nonostante la sconfitta finale, la prima frazione di gioco ha regalato al tecnico toscano indicazioni estremamente positive sul piano dell’impostazione e dell’atteggiamento. Il Napoli è sceso in campo con idee chiare: possesso palla rapido, scambi stretti e una costante ricerca della verticalizzazione immediata per innescare gli uomini d’attacco.
Il marchio di fabbrica di questa prima uscita è stato il pressing avanzato: una riaggressione ferocissima in zona palla non appena persa la sfera, che ha costretto l’Arezzo a rinchiudersi nella propria trequarti per lunghi tratti del primo tempo. La velocità della manovra ha generato diverse palle gol limpide, con Hojlund sfortunato sotto porta e Rrahmani pericoloso di testa. Sugli esterni, Alisson Santos ha messo in mostra strappi di grande qualità nell’uno contro uno, difettando solo nel supporto dei compagni al momento della rifinitura finale.
La linea a 4 scricchiola: contropiede e disattenzioni
Se la fase di possesso ha convinto, la fase di transizione negativa ha mostrato tutti i limiti di un assetto ancora da collaudare. Schierato con una linea difensiva a quattro formata da Di Lorenzo e Gutierrez sulle corsie laterali con Rrahmani e Rafa Marin al centro, il Napoli ha sofferto enormemente ogni volta che l’Arezzo è riuscito a superare la prima linea di pressione.
In ben due occasioni la retroguardia azzurra si è fatta cogliere impreparata e sbilanciata su ripartenze veloci. Già al 11′ la prima sbandata: un’azione lineare dell’Arezzo sviluppata sulla fascia destra si è conclusa con un cross al centro per l’incrociata vincente di testa di Cerri, libero di staccare in corsa dentro l’area piccola. Un gol decisamente evitabile che ha messo a nudo le difficoltà di lettura e marcatura della nuova difesa.
Ripresa e turnover: i margini di crescita
Nel secondo tempo Allegri ha stravolto la formazione ruotando quasi tutti gli uomini a disposizione dalla panchina. Come prevedibile, il maxi-turnover ha fatto calare i ritmi e la qualità complessiva del palleggio. Nonostante un rigore di Politano capace di riaprire il match al 60′ ed alcune giocate interessanti del giovane Vergara, l’Arezzo ha ripreso in mano la partita trovando i gol Mawuli all’89’ per il definitivo 3-1.
Il verdetto di questo primo test estivo è chiaro: il Napoli di Allegri ha un’idea di gioco offensiva viva e moderna, ma necessita ancora di tanto lavoro sul campo per registrare le coperture della difesa a 4 e garantire l’equilibrio indispensabile per affrontare i primi impegni ufficiali della stagione.
