sabato, Dicembre 3, 2022

Calcio Napoli, domenica 22 aprile: quando si vinse il secondo scudetto e si sfiorò il terzo

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Luigi Maria Mormone
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Luigi Maria Mormone, cura la pagina di cronaca su Napoli e provincia, attualità e sport (pallanuoto, basket, volley, calcio femminile ecc.), laureato in Filologia Moderna, giornalista.

Calcio Napoli: il 22 aprile 1990 e il 22 aprile 2018 sono due date storiche per i tifosi azzurri. La prima rappresenta il secondo scudetto, l’altra solo la magnifica e indelebile illusione del terzo.

Il 22 aprile resterà per sempre una data fondamentale nella storia del Calcio Napoli, visto che rappresenta la conquista di fatto del secondo scudetto (vinto nel 1990) e quella della grande illusione della terza riscossa del più grande club calcistico del Sud (ovvero la vittoria in casa della Juventus nel 2018). Squadre diverse, esito diverso del campionato, emozioni indelebili.

Quello di 30 anni fa, fu un 22 aprile dal sapore dolce, con un susseguirsi di emozioni nel leggendario scontro a distanza tra il Napoli di Maradona e il Milan di Arrigo Sacchi, con tanto di polemiche successive allo 0-2 a tavolino per gli azzurri dopo l’episodio della monetina che a Bergamo colpì Alemao. Al calcio d’inizio della penultima giornata del campionato 1989-90, le due rivali erano appaiate in testa a 47 punti. Il Napoli giocava a Bologna, mentre il Milan a Verona.Calcio Napoli, domenica 22 aprile: quando si vinse il secondo scudetto e si sfiorò il terzo Tempo 15 minuti e gli azzurri (trascinati da 20mila napoletani) erano già avanti 3-0 grazie ai magnifici gol di Careca, Maradona e Francini, mentre i rossoneri chiudevano il primo tempo in vantaggio per 1-0 (gol di Simone). Nella ripresa, se a Bologna si è soprattutto incollati alle frequenze di Tutto il calcio minuto per minuto (dove gli inimitabili Enrico Ameri e Sandro Ciotti stavano raccontando i due big-match), Verona diventa ancora fatale per il Milan (che al Bentegodi aveva già perso lo scudetto nel 1973). Sotomayor e Pellegrini ribaltano il risultato, mentre ai campioni rossoneri saltano i nervi, con Costacurta, Rijkaard e Van Basten espulsi tra mille polemiche contro l’arbitro Lo Bello.

Intanto, a Bologna finisce 4-2 (quarta rete azzurra di Alemao, splendidamente servito ancora da Maradona): Napoli 49, Milan 47. Una settimana dopo, con la Lazio al San Paolo, l’apoteosi per il secondo tricolore. Un titolo “doppio” non solo per il numero, ma perché vinto nella stagione più competitiva di sempre per il calcio italiano: il Milan trionfò per il secondo anno di fila in Coppa dei Campioni, la Sampdoria in Coppa delle Coppe, la Juventus in Coppa Uefa (dopo la finale tutta italiana con la Fiorentina). Tutto questo alla vigilia della notti magiche di Italia ’90…

La storia va avanti. Dopo il fallimento del 2004, il Napoli è tornato competitivo con Aurelio De Laurentiis alla presidenza. In seguito alla vittoria di due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana (oltre a una lunga serie di piazzamenti, tra cui anche una semifinale di Europa League), in quel 2018 sembrava essere finalmente giunta l’ora della terza riscossa del più grande calcistico del Sud, trascinato da un gioco corale e dai gol di Dries Mertens.Calcio Napoli, domenica 22 aprile: quando si vinse il secondo scudetto e si sfiorò il terzo Con Maurizio Sarri in panchina e un gruppo di giocatori collaudato a fare spettacolo, a 5 giornate dalla fine gli azzurri si presentano in casa della capolista Juventus con soli 4 punti di svantaggio. Per coltivare il sogno di strappare il titolo ai rivali bianconeri (campioni da sei anni di fila), c’era un solo risultato a disposizione: la vittoria.

C’era voglia di scudetto, quel Napoli lo meritava e le sensazioni erano positive. Pur con poche occasioni, gli azzurri dettano legge fino all’apoteosi del 90’, quando su corner di Callejon, Kalidou Koulibaly salta sul “palazzo” bianconero e porta il Napoli a un punto dalla vetta della classifica (con tanto di festeggiamenti notturni all’aeroporto di Capodichino).

Mancavano quattro partite alla fine, l’Italia calcistica aveva capito che il vento stava cambiando. Eppure, le particolari decisioni dell’arbitro Orsato in Inter-Juve e l’incapacità del Napoli di battere Fiorentina e Torino misero fine a quella magnifica e indelebile illusione del terzo scudetto.

Così bella che la star di quella serata, Kalidou Koulibaly, ha ricordato oggi sui social il momento del gol allo Stadium: “Ricordo ancora il rumore dell’impatto del pallone sulla mia fronte. Poi quell’attimo di silenzio. E poi l’abbraccio di José e di tutti gli altri. Intanto, nella mia testa, rivivevo tutta la mia vita: attraverso la gioia di un popolo“.

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