Categorie Cronaca di Napoli

Calciatore dilettante ucciso con una coltellata a Napoli, si costituisce l’assassino

Il padre della vittima, il calciatore dilettante ucciso, era un affiliato del clan Lo Russo, ferito a morte nel 1999, ma non aveva mai avuto a che fare con ambienti criminali.

Calciatore dilettante ucciso – Tragedia a Napoli, dove un 21enne è stato ucciso ieri sera con una coltellata al torace. Il giovane, Raffaele Perinelli, residente nel quartiere Miano, è stato portato all’ospedale Cardarelli da uno sconosciuto, che è fuggito prima di farsi identificare, ed è deceduto poco dopo. Il fatto è avvenuto intorno alle 21. Circa due ore dopo, un 26enne, incensurato, si è recato nella caserma dei Carabinieri di Casoria (Napoli) e ha confessato di aver ferito Perinelli con la coltellata poi risultata fatale. Assistito dall’avvocato Rocco Maria Spina, il giovane ha spiegato di aver avuto con la vittima un litigio circa una settimana fa. Indagano i Carabinieri.

Raffaele ‘Lello’ Perinelli, era un calciatore con all’attivo anche due campionati di Serie D. A ucciderlo è stata una coltellata sferrata da un altro giovane con il quale aveva avuto un diverbio diversi giorni prima. Perinelli era un terzino sinistro attualmente senza contratto dopo le stagioni al Sant’Agnello, al Gragnano e alla Turris, club di Torre del Greco. Con il Gragnano e la Turris i due campionati disputati in Serie D, il quarto livello del calcio italiano, rispettivamente nelle stagioni 2015-16 e 2016-17.

La vittima era figlia di un affiliato al clan Lo Russo ucciso nel 1999, ma non aveva affatto seguito le orme paterne: Raffaele era incensurato, non aveva mai frequentato ambienti camorristici.

Articolo pubblicato il: 7 Ottobre 2018 8:33

Francesco Monaco

Francesco Monaco, giornalista. Esperienza dalla carta stampata a internet, radio e tv. Scrittore, il suo primo romanzo: 'Baciami prima di andare'.