Bullismo: a Roma convegno del Codacons. Presentate le iniziative per il prossimo anno

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Ieri, 14 dicembre, il Codacons ha tenuto una tavola rotonda sul tema Bullismo, che ha visto riuniti allo stadio di Domiziano a Roma psicologici, medici, rappresentanti del ministero dell’Istruzione, Polizia postale. Presentato al convegno il calendario di denuncia che l’associazione dei consumatori ha realizzato per il 2017.

di Maria Sordino – Ieri si è tenuto a Roma un incontro, voluto da Codacons, che ha messo a confronto psicologi, medici, rappresentanti del ministero dell’Istruzione, Polizia postale, sul delicato tema del bullismo. (Leggi anche “Due mele per spiegare il bullismo. Un’idea geniale di una maestra del Birmingham” 2ANews.it del 20 agosto).

Al convegno è stato presentato il calendario di denuncia realizzato da Tiziana Luxardo, dal titolo “Bulli e pupe”: 12 immagini choc attraverso le quali la nota fotografa rappresenta bulli e vittime. Scatti forti, provocatori, ma al tempo stesso artistici, il cui scopo è far riflettere sul fenomeno e sulle sue conseguenze per i più giovani.

Che cos’è il bullismo?

Partiamo dai numeri: dati della scorsa settimana, pubblicati dal Censis, affermano che un ragazzo su cinque (19,8%) è vittima di bullismo almeno una volta al mese, dato che sale al 22,5% tra i giovanissimi.

Per bullismo si intendono tutte quelle azioni di sistematica prevaricazione e sopruso messe in atto da parte di un bambino/adolescente, definito “bullo” (o da parte di un gruppo), nei confronti di un altro bambino/adolescente percepito come più debole, la vittima.

Secondo le definizioni date dagli studiosi del fenomeno , uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto deliberatamente da uno o più compagni.

Non si fa quindi riferimento ad un singolo atto, ma a una serie di comportamenti portati avanti ripetutamente, all’interno di un gruppo, da parte di qualcuno che fa o dice cose per avere potere su un’altra persona. Il fenomeno include anche chi assiste, senza intervenire. La vittima non è in grado di difendersi, è isolata e ha paura di denunciare gli episodi di bullismo, perché teme vendette.

bullismo convegnoSi tratta di bullismo quando la vittima subisce attacchi espliciti sia di tipo fisico che verbale, ma anche quando la vittima è danneggiata nelle sue relazioni con le altre persone, perché esclusa dal gruppo dei pari, isolata, anche attraverso la diffusione di pettegolezzi e calunnie sul suo conto, che danneggiano i suoi rapporti di amicizia.

Se le azioni di bullismo si verificano attraverso Internet (posta elettronica, social network, chat, blog, forum), o attraverso il telefono cellulare si parla di cyberbullismo. Le modalità specifiche con cui i ragazzi realizzano atti di cyberbullismo sono molte, per esempio diffondendo pettegolezzi attraverso messaggi sui cellulari, mail, social network; postando o inoltrando informazioni, immagini o video imbarazzanti (incluse quelle false); rubando l’identità e il profilo di altri, o costruendone di falsi, al fine di mettere in imbarazzo o danneggiare la reputazione della vittima; insultando o deridendo la vittima attraverso messaggi sul cellulare, mail, social network, blog o altri media; facendo minacce fisiche alla vittima attraverso un qualsiasi media.

Queste aggressioni possono far seguito a episodi di bullismo (scolastico o più in generale nei luoghi di aggregazione dei ragazzi) o essere comportamenti solo online. Attenzione a non minimizzare: il bullismo non è uno scherzo.

Nello scherzo l’intento è di divertirsi tutti insieme, non di ferire l’altro e anche i conflitti fra coetanei, come per un litigio, sono episodici, avvengono in determinate circostanze e possono accadere a chiunque, nell’ambito di una relazione paritaria tra i ragazzi coinvolti. Una novità per il prossimo anno: il 7 febbraio 2017 ci sarà la “Prima Giornata nazionale contro il bullismo a scuola”. Il simbolo sarà un nodo blu contro il bullismo.

La data è intenzionalmente la stessa del Safer Internet Day indetto dalla Commissione Europea, a sottolineare come sempre più spesso il bullismo prenda la forma di cyberbullismo.

In quella giornata, che le scuole italiane dedicheranno ad azioni di sensibilizzazione rivolte non solo agli studenti ma a tutta la comunità, verranno presentate le migliori proposte didattiche elaborate dalle scuole per sensibilizzare, prevenire e contrastare il bullismo e il cyberbullismo.

L’intento è quello di creare una rete nazionale di contrasto al bullismo, al cyber-bullismo e a qualsiasi espressione di disagio adolescenziale in ambito scolastico. A collaborare al piano, ci saranno non solo le principali istituzioni pubbliche, ma anche enti e associazioni del terzo settore e le più grandi aziende private dell’ITC, oltre ai gestori dei principali social network. Conoscere il fenomeno per contrastarlo, attraverso la sensibilizzazione di giovani e adulti, famiglie, scuola.

Una storia di speranza – Queste le parole della mamma del ragazzino vittima nei giorni scorsi di un episodio bullismo a Iseo: “È venuto da noi piangendo – racconta -, dicendo di essere stato deriso e aggredito.

Lo abbiamo portato in ospedale”. L’episodio risale a qualche giorno fa, quando il ragazzo, deriso da un altro compagno di scuola perché indossava calze a pois, è stato picchiato e poi spinto sui binari poco prima che arrivasse il treno, a Iseo. Il giovane è stato salvato dal tempestivo intervento di alcuni amici.

Ora, dopo la denuncia dell’episodio, è scattata la solidarietà dai compagni dell’Istituto Antonietti, che hanno reagito organizzando un flash mob nel cortile della scuola, con le calze alzate sopra i pantaloni per dire no al bullismo. “Questa è proprio una bella reazione” dice il preside, che ha sostenuto con entusiasmo l’iniziativa proposta dai rappresentanti di classe.

E infine, una curiosità – La 59esima edizione dello Zecchino d’Oro è stata vinta, quest’anno, dalla canzone “QUEL BULLETTO DEL CARCIOFO” interpretata da Chiara Masetti, una bimba di 7 anni della provincia di Modena. Una canzone con un messaggio importante.

Parla di bullismo e racconta lo stile prepotente di un carciofo che nel bel mezzo di un orto tratta le altre verdure con sufficienza e a volte con molta cattiveria. Prende in giro i punti deboli di zucchine e carote, offende cipolle e zucchine con il solo intento di affermare su tutti il proprio potere.

Nel corso della canzone i bambini scoprono però la tremenda solitudine da cui è afflitto “quel bulletto del carciofo”: il suo destino potrà cambiare se invece di competere con gli altri compagni dell’orto, vorrà cooperare, fare squadra, imparando a giocare con tutti.