Il Monaldi comunica un rapido peggioramento delle condizioni del bambino trapiantato. Avviata la de-escalation terapeutica con sole terapie salvavita.
Nelle ultime dodici ore il quadro clinico del bambino ricoverato all’Ospedale Monaldi ha registrato un “ulteriore, progressivo e rapido peggioramento”. Lo rende noto l’azienda ospedaliera nel bollettino diffuso oggi, relativo al piccolo al quale due mesi fa era stato trapiantato un cuore poi risultato danneggiato.
Riunione al Monaldi e de-escalation delle terapie
Nel corso della riunione di stamane, alla presenza dei medici del Monaldi, del dottor Luca Scognamiglio (medico legale delegato dalla famiglia) e della madre del paziente, nell’ambito del percorso di Pianificazione Condivisa delle Cure, l’ospedale ha proposto “una serie di interventi volti a evitare la somministrazione di terapie non più utili alla condizione clinica del piccolo paziente. Un percorso, dunque, finalizzato a scongiurare il rischio di accanimento terapeutico”.
In accordo con la famiglia e con il medico legale nominato, al bambino “saranno somministrate esclusivamente terapie strettamente salvavita, nell’ambito di un percorso orientato a una progressiva de-escalation degli altri interventi terapeutici”.
Il cuore inizialmente destinato al piccolo trapiantato a Bergamo
È stato nel frattempo trapiantato con successo a un altro bambino, all’Ospedale Papa Giovanni XXIII, il cuore che inizialmente era stato destinato per un secondo intervento al piccolo ricoverato a Napoli. Durante un vertice tra esperti, all’Ospedale Monaldi, era stato stabilito che le condizioni del bambino non consentivano una nuova operazione.
Tra i componenti del team che ha esaminato la situazione clinica figurava anche il cardiochirurgo Amedeo Terzi, proprio dell’ospedale di Bergamo.
