Barra: pronto il progetto di riqualificazione di Piazza De Franchis

1564

Approvato ieri in Giunta il progetto che consentirà la riqualificazione di Piazza Vincenzo de Franchis a Barra.

di Maria Sordino – Ieri, 28 dicembre, in Giunta è stato definitivamente approvato il progetto esecutivo per la riqualificazione di Piazza de Franchis a Barra. Un progetto partito nel 2015, anno in cui il Comune di Napoli promosse il concorso di idee “Disegna la tua Piazza De Franchis” rivolto a tutti gli studenti delle classi 5^ e vinto dal 48° Circolo Didattico “Madre Claudia Russo” di Napoli, con l’intento di restituire fruibilità ad uno spazio urbano significativo per il quartiere Barra. L’Assessorato alla Qualità della Vita e alle Pari Opportunità si è impegnato affinché il progetto esecutivo fosse approvato entro l’anno. Il risultato così ottenuto consentirà, a breve, di iniziare i lavori. L’importo previsto è di 230.000 euro.

Un pizzico di storia…

barraBarra è uno dei quartieri della periferia est della città di Napoli. Fu inclusa alla città durante il governo fascista del 1925. La sua struttura, la stessa riportata nella pianta del catasto del 1890, è frutto degli interventi di urbanistica risalenti al Risanamento napoletano, avviato dopo l’epidemia di colera del 1884. Importanti interventi furono realizzati durante il primo periodo del governo di Francesco Crispi, quando le autorità barresi riuscirono a realizzare la trasformazione dell’allora Corso Vittorio Emanuele III in Via Bruno Buozzi di oggi e lo storico Corso Conte di Spinelli in Via IV Novembre. Quest’ultima collega il quartiere di Barra all’Antica Strada Regia per le Calabrie, ovvero il Miglio d’Oro e, con esso, ai Comuni della Costa vesuviana. Ville del seicento e del settecento napoletano sono ancora riconoscibili nelle vaste trasformazioni del quartiere: segni delle ville di delizia, residenze monumentali con ampi giardini, sono visibili tra le case più anonime e moderne del Corso Sirena. Si narra che in questa zona morì il pittore Francesco Solimena, a novant’anni, in una casa isolata all’epoca in un folto boschetto di pini ad ombrello ormai oggi sradicati da questa terra. Fu poi sepolto presso la chiesa di Santa Maria della Sanità.