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Comune di Napoli, Bagnoli: oggi sentenza per mancate bonifiche Italsider

Bagnoli: attesa nella giornata di oggi la sentenza di primo grado sulle mancate bonifiche dell’area ex Italsider.

Giornata importante per il Comune di Napoli e soprattutto per Bagnoli. Dopo undici anni, è attesa la sentenza di primo grado sulle presunte mancate bonifiche dell’area ex Italsider (la più grande area inquinata d’Europa, sequestrata nel 2013). A settembre 2016 i giudici convocarono un consulente per una maxi perizia sulle condizioni del territorio da bonificare, praticamente nello stesso periodo in cui il governo Renzi varò una cabina di regia per la riqualificazione. Per la pm Stefania Buda, Bagnolifutura (la società di trasformazione urbana del Comune di Napoli, succeduta al Bagnoli spa di fine anni Novanta) non ha bonificato l’area ex Italsider, a dispetto dei 76 milioni di euro stanziati dal governo. Di qui la decisione di deviare dalla questione puramente ambientale (di fronte all’impossibilità di dimostrare il nesso tra lo stato dell’ex Italsider e i tumori registrati in zona) a reati di pubblica amministrazione. I reati ipotizzati sono i seguenti: truffa ai danni dello Stato, disastro ambientale, una serie di falsi (mentre il traffico illecito dei rifiuti cade per prescrizione dinanzi al gup). Sotto inchiesta sono finiti i vertici della Stu, ma anche dirigenti del Comune, della Provincia, dell’Arpac e dello stesso Ministero dell’Ambiente, in un atto d’accusa che non risparmia nessuno: dal 2006 in poi, grazie a una serie di varianti, i terreni da bonificare diventano di uso commerciale e non più residenziale, a dispetto dei milioni di euro stanziati per realizzare campi sportivi, villette a schiera, giardini, aiuole ed aree verdi. Una convinzione che spinge gli inquirenti ad operare i primi blitz nel 2010, quando una fetta dei lavori sono a buon punto. Ecco le richieste di condanna: otto anni per Gianfranco Caligiuri (direttore tecnico di Bagnolifutura), 4 anni e sei mesi per Mario Hubler (ex direttore generale di Bagnolifutura) e 5 anni e sei mesi per Sabatino Santangelo (ex vicesindaco di Napoli). Imputati, tra gli altri, anche Gianfranco Mascazzini (ex direttore generale del ministero dell’Ambiente), Maria Palumbo (direttore generale del centro campano tecnologia e ambiente) e Maria Teresa Celano (dirigente area ambiente della Provincia). Gli attivisti di Bagnoli libera attenderanno la sentenza all’esterno del Tribunale.

Articolo pubblicato il: 5 Febbraio 2018 11:48

Luigi Maria Mormone

Luigi Maria Mormone, cura la pagina di cronaca su Napoli e provincia, attualità e sport (pallanuoto, basket, volley, calcio femminile ecc.), laureato in Filologia Moderna, giornalista.