Overbooking. La Delta Airlines respinge con minacce una famiglia

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Overbooking. Dopo il caso United ecco un altro episodio che ha destato scalpore negli USA. Delta Airlines ha cacciato da un proprio volo una famiglia con un bambino di 2 anni minacciandola di mandarla in prigione.

Nel video che era stato pubblicato e poi rimosso su YouTube da Brian Schear il padre di famiglia cacciato dal volo, un assistente della Delta Airlines avvisa l’uomo che il figlio di due anni non può occupare il sedile, correttamente acquistato da Brian, perché quel posto era stato rivenduto ad un altro passeggero. Infatti la sovraprenotazione (overbooking) consiste nell’accettare prenotazioni oltre il numero di posti realmente a disposizione, considerando la probabilità che al momento dell’imbarco alcuni passeggeri non si presentino, sia per annullamenti o per cambi di prenotazioni prima del volo, sia per mancata presentazione al check-in (tecnicamente no-show). L’overbooking è differente dall’inserimento in lista d’attesa, condizione in cui il passeggero che prenota viene informato della situazione ed accetta di essere inserito in coda in attesa di posti che si rendano liberi per annullamenti o cambi. L’Overbooking è un fenomeno in continuo aumento per via della crescita della concorrenza derivante sopratutto dalle compagnie low cost, le più grandi compagnie aeree stanno cercando quindi nuove vie oltre al taglio dei costi per difendere i loro margini di guadagno.  Lorenzo Asuni, Country Manager di AirHelp società che aiutato 2 milioni di passeggeri a difendersi in caso di problemi con i loro voli, spiega: “L’anno scorso in Italia abbiamo avuto tra 15 e 18 Mila persone con un volo in overbooking che avrebbero avuto diritto ad oltre 6 Milioni di € in risarcimenti, mentre nel mondo durante il 2016 il numero di passeggeri che ha subito questo trattamento ha superato incredibilmente quota 500.000.
Questo ennesimo incidente ha posto l’attenzione sul fatto che i passeggeri debbano conoscere i loro diritti che se non rispettati in caso di overbooking, volo in ritardo o volo cancellato negli ultimi 3 anni portano la compagnia aerea a dover risarcire i viaggiatori con fino 600€ e non con soluzioni alternative come vouchers o buoni pasto.

La persona che si sarebbe dovuta sedere qui non c’è e il bimbo non può occupare il suo posto, il posto è stato venduto ad un’altra persona”, sono state le parole ricevute dal padre che aveva acquistato il posto incriminato per l’altro figlio che era dovuto ripartire il giorno prima. Alla fine il padre ha acconsentito a cedere il posto, ma ormai era troppo tardi per Delta, infatti l’intera famiglia è stata fatta scendere e ha dovuto alloggiare a proprie spese in un albergo per poi partire verso Los Angeles il giorno successivo spendendo oltre 2.000$. Il responsabile di AirHelp chiarisce: “Alla base dell’incidente c’è la politica delle compagnie aeree su l’Overbooking che le vede autorizzate dalle legge attuali a questi comportamenti”. Teoricamente è nei pieni poteri della compagnia aerea il provvedimento adottato ”La compagnia aerea può vendere più biglietti dei posti disponibili sull’aeromobile scommettendo sul fatto che alcuni dei passeggeri non si presentino all’imbarco. Se sopravviene qualche problema, come per voli in ritardo o cancellati, si cerca di rimediare offrendo a chi rimane a terra vouchers o altre soluzioni anche se le leggi prevedono dei risarcimenti pecuniari fino a 600€”.

Le dichiarazioni di Delta a riguardo: “Ci dispiace per l’esperienza vissuta da questa famiglia. Il nostro team ha contattato i genitori e ci saranno dei colloqui per cercare di capire cosa è successo e per cercare di arrivare a una risoluzione“.