Napoli, stop gazebo e tavolini “selvaggi” per bar e locali: arrivano nuove regole

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Napoli, stop gazebo e tavolini “selvaggi” per bar e locali: arrivano nuove regole

Comune di Napoli: stop dalla Soprintendenza a tavolini e gazebo “eccessivi” di bar e ristoranti, in particolare per il Centro storico (patrimonio Unesco).

La prossima settimana ci sarà la presentazione ufficiale del progetto di Comune di Napoli, Sovrintendenza, Università Federico II e Camera di Commercio, volto alla salvaguardia della città partenopea da gazebo e tavolini “selvaggi” di bar e locali, con particolare attenzione al Centro storico (patrimonio Unesco).

Sono state individuate quattro aree per tali norme: il Centro Antico e Chiaia-San Ferdinando, e gli assi urbani di via Toledo e via Foria-Piazza Carlo III, che include anche Banchi Nuovi e Castel Capuano.

In arrivo dunque nuove regole per i dehors, nel rispetto delle normative vigenti, secondo i canoni dell’eleganza estetica e tenendo conto delle necessità commerciali e della vivibilità degli spazi urbani. Come riportato da “Fanpage”, previsto il divieto di coprire monumenti e aree disabili, niente tavolini esterni ai Decumani, solo sedie e sgabelli, con dehors limitati nelle zone storiche a grosso flusso turistico.

Ad esempio, in via Tribunali, nel tratto tra San Pietro a Majella e via Duomo, nelle aree delimitate dai paletti laterali “non è consentito alcun tipo di occupazione di suolo, al fine di garantire il pieno utilizzo della strada in totale sicurezza da passanti e fruitori degli esercizi commerciali”. Mentre nei tratti interamente pedonali saranno ammessi solo funghi e sgabelli ai lati degli ingressi dei negozi e adiacenti ai palazzi.

Inoltre, ci sarà il divieto assoluto di coprire la vista dei monumenti storici, di invadere parti della carreggiata, piste ciclabili o discese disabili. Saranno tutelati i sagrati delle chiese, che dovranno restare sgombri. Il dossier prescrive tra l’altro colori chiari per i teli di copertura e tavolini di dimensioni contenute. Altro criterio è quello della conservazione, dove possibile, del numero di posti a sedere attuali, con la possibilità in alcuni casi di aumentarli.

Foto: “Il Mattino”