Coronavirus a Napoli: il sindaco de Magistris chiede più controlli per i supermercati

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Coronavirus a Napoli: il sindaco de Magistris chiede più controlli per i supermercati

Coronavirus a Napoli: de Magistris chiede maggiori controlli dentro e fuori i supermercati. Sul sito del Comune una lista di associazioni che effettuano consegne a domicilio per le persone a rischio.

Per limitare al massimo le file (e far rispettare la distanza di almeno un metro) durante l’emergenza Coronavirus, il Comune di Napoli chiede maggiori controlli all’interno e all’esterno dei vari supermercati della città, oltre che maggiori presìdi sul territorio da parte delle forze dell’ordine, esercito compreso.

Misure fortemente volute dal sindaco, Luigi de Magistris: “Ho visto troppe persone, seppur quasi tutte con mascherine e attente al rispetto della distanza di sicurezza, accalcarsi nelle prossimità dei negozi di generi alimentari -aveva scritto sabato il sindaco su Facebook- troppi in fila ai supermercati, troppa gente soprattutto nelle aree ristrette in cui i negozi sono tanti e vicini”.

Come riporta “Il Mattino”, al momento l’amministrazione comunale non ha in programma ordinanze che possano incidere sugli orari di chiusura dei supermercati o sull’obbligo di aperture dei negozi a orari sfalsati. Si agirà invece attraverso provvedimenti ordinari, attraverso i quali si incentiveranno i supermercati ad effettuare quasi esclusivamente spese a domicilio.Coronavirus a Napoli: il sindaco de Magistris chiede più controlli per i supermercati Sul sito del Comune è tra l’altro già presente una lista di associazioni, distribuite nelle dieci municipalità partenopee, che effettuano consegne a domicilio per le persone più a rischio.

De Magistris ha inoltre aggiunto che “laddove in prossimità di esercizi commerciali non si rispettassero le condizioni di sicurezza, i locali dovranno essere chiusi. Controlli rigorosissimi per evitare che altre persone, dopo la chiusura delle aziende e delle fabbriche al nord, ritornino nelle nostre terre”.

Il primo cittadino partenopeo ha posto infine l’accento sull’emergenza sanitaria: “Si rischia di morire per assoluta carenza di personale e materiale sanitario e di posti letto. Molti medici e infermieri si sono ammalati per carenza dei dispositivi di sicurezza e sono divenuti veicoli di diffusione del virus. In Cina si è fermata l’epidemia perché ci sono stati controlli rigorosissimi, si sono costruiti ospedali in pochi giorni, si sono fatti tamponi e misurata la febbre ad un’intera provincia grande quanto il nostro Paese, sono stati poi isolati i malati anche dalle famiglie. Fate presto”.