lunedì, Gennaio 24, 2022

Associazione Scarlatti, prodigiosa ed entusiasmante Valentina Lisitsa

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Carlo Farinahttps://www.2anews.it
Carlo Farina - cura la pagina della cultura, arte con particolare attenzione agli eventi del Teatro San Carlo, laureato in Beni culturali, giornalista.

Con un ricco e impegnativo programma tutto dedicato a Rachmaninov e Chopin, la celebre pianista ucraina ha ancora una volta sbalordito per sue eccellenti capacità tecniche e artistiche, concedendo ben cinque bis. 

Serata evento quella che l’affezionato pubblico dell’Associazione Scarlatti ha vissuto lo scorso giovedì 2 dicembre 2021, al Teatro delle Palme, dove, grazie all’impegno e al prestigio di questa centenaria associazione, si è esibita, per la prima volta ospite della stessa, la pianista ucraina Valentina Lisitsa.

Elegantissima nel suo lungo e vivace abito a fiori, ha raggiunto con passo fermo e deciso il suo pianoforte e affrontato subito le impegnative venti Variazioni sopra un tema di Corelli op. 42 di Sergej Rachmaninov; il silenzio è calato subito in sala e l’attenzione del pubblico è stata totale verso una concentratissima e sublime artista che ha subito lasciato intendere la sua ferma intenzione di lasciare un ricordo indelebile di una serata che già si stava trasformando, pian piano, in leggenda.

Dello stesso autore, infatti, è stata eseguita subito dopo la difficilissima e sofferta Sonata n. 2 in si bemolle minore op. 36, la prima versione, quella del 1913, visto che fu rivista e modificata molti anni più tardi dallo stesso Rachmaninov, riducendola sensibilmente.

Associazione Scarlatti, prodigiosa ed entusiasmante Valentina Lisitsa

La strabiliante e incredibile capacità di esecuzione della Lisitsa, hanno confermato ancora una volta le sue eccellenti doti di grande pianista, dotata di una tecnica che oserei definire “trascendentale”, sia per un controllo perfetto della tastiera, che per un suono estremamente “pulito”, preciso e senza la minima impercettibile sbavatura. Elementi caratteristici dei grandi virtuosi della tastiera ulteriormente confermati anche nella seconda parte del concerto, interamente dedicato a Chopin. Del mite e introverso compositore polacco, figura simbolo del romanticismo pianistico della prima metà dell’Ottocento, sono stati eseguiti i suoi Quattro Scherzi, op. 20, op. 31, op. 39 e op. 54, “selvaggiamente“ interrotti puntualmente, alla fine di ognuno di essi, da inutili e inopportuni applausi che tuttavia non hanno minimamente deconcentrato la pianista, che è rimasta seduta senza raccogliere gli stessi e continuando a suonare meravigliosamente. Il concerto “ufficiale” si è concluso con la delicata e romantica Polacca-fantasie in la bemolle maggiore op. 61, uno dei brani più belli e famosi di Chopin; “il terzo grande monumento musicale innalzato da Chopin alla sua patria” (cit. Belotti).Associazione Scarlatti, prodigiosa ed entusiasmante Valentina Lisitsa

Tra applausi, ovazioni e tiepide grida di entusiasmo che hanno sancito la fine del concerto, è stato preteso subito l’inevitabile e scontato “bis” della serata. A questo punto una generosissima Valentina Lisitsa ha iniziato un vero e proprio nuovo concerto, cominciando a proporre come bis della serata addirittura l’ Andante spianato e Grande Polacca Brillante op. 22 di Chopin, che il regista Roman Polanski ci fece ascoltare nel finale del suo celebre film Il pianista, del 2002, senza dubbio la migliore fra quelle scritte a Varsavia, per la sua brillante e virtuosistica scrittura perfettamente interpretata e dominata dal prodigioso virtuosismo della Lisitsa.Associazione Scarlatti, prodigiosa ed entusiasmante Valentina Lisitsa

Sono seguiti poi altri quattro bis, tutti dello stesso autore polacco, conclusi con la celeberrima Fantasia-improvviso in do diesis minore op. 66, che ha consolidato inequivocabilmente il forte legame che la pianista aveva già fortemente istaurato con il numeroso pubblico di questa serata magica, decisamente d’altri tempi.  Ma la sorpresa più grande e inattesa l’ho avuta quando ho notato, all’improvviso, una semplice e cordiale ragazza bionda che tranquillamente, seduta al tavolo antistante la sala del teatro, firmava autografi sia sul programma di sala che su alcuni CD che aveva inciso; fresca come una rosa, dopo aver suonato per quasi tre ore pezzi di estrema difficoltà tecnica e interpretativa, tutti rigorosamente a memoria, si concedeva anche per le immancabili fotografie di rito, esternando una cordialità disarmante e una semplicità stupefacente, che solo i veri grandi artisti possiedono e coltivano così bene.Associazione Scarlatti, prodigiosa ed entusiasmante Valentina Lisitsa

 

Indossando un semplice piumino giallo-ocra, l’ho vista allontanarsi lentamente dal teatro, sotto un pioggia leggera e mi sono subito reso conto che avevo ascoltato, condiviso e stretto la mano ad un’artista che di leggendario, forse, aveva proprio tutto, anche il luminoso sorriso.        

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