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Arrestato a Verona un giovane casertano: le accuse dell’ex fidanzata tra sequestro, violenze e revenge porn

Un giovane casertano di una famiglia di imprenditori del settore cave è stato arrestato a Verona nell’ambito di un’inchiesta per sequestro di persona, lesioni, maltrattamenti, minacce e revenge porn.

Un giovane appartenente a una nota famiglia di imprenditori casertani attiva nel settore delle cave è stato arrestato a Verona nell’ambito di un’inchiesta avviata dopo la denuncia della sua ex fidanzata. Le accuse a suo carico sono pesanti: sequestro di persona, lesioni, maltrattamenti, minacce e revenge porn. L’indagato è da ritenersi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva.

La notte del 5 aprile: l’aggressione in zona isolata

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori sulla base del racconto della vittima, la notte del 5 aprile, al termine di una serata nel centro di Caserta, il giovane avrebbe costretto la ragazza a salire in auto per poi condurla in una zona isolata della provincia. Qui, stando alla denuncia, si sarebbe consumata una violenta aggressione: calci, pugni, schiaffi e reiterate minacce di morte. Poche ore dopo i fatti, la giovane — assistita dall’avvocato Manuela Palombi — venne accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Caserta, dove i medici riscontrarono trauma cranico, ecchimosi ed escoriazioni compatibili con un’aggressione fisica.

Un pattern di violenze prolungate nel tempo

Quello del 5 aprile, secondo quanto riferito dalla vittima agli inquirenti, non sarebbe stato un episodio isolato. La ragazza avrebbe denunciato numerose altre aggressioni e comportamenti violenti nei mesi precedenti: minacce, insulti, violenze fisiche e intimidazioni continue. Questa volta, però, ha trovato la forza di sporgere denuncia perché temeva concretamente per la propria vita.

La famiglia già coinvolta in vicende giudiziarie

Luigi Luserta (nome dell’indagato, ndr) non è il primo membro della famiglia a finire nelle cronache giudiziarie. Nelle scorse settimane era già stato arrestato il padre Antonio Luserta, imprenditore del medesimo settore, in seguito al ritrovamento di armi e droga nell’abitazione di famiglia.

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