sabato, Marzo 6, 2021

All’Istituto Pascale di Napoli la sperimentazione del vaccino anti-Covid italiano per le varianti

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All'Istituto Pascale di Napoli la sperimentazione del vaccino anti-Covid italiano per le varianti
Francesco Monacohttps://www.2anews.it
Francesco Monaco, giornalista. Esperienza dalla carta stampata a internet, radio e tv. Scrittore, il suo primo romanzo: 'Baciami prima di andare'.

La sperimentazione dell’innovativo vaccino anti-Covid, messo a punto dall’azienda Takis insieme alla Rottapharm Biotech, verrà condotta anche presso l’Istituto Pascale di Napoli.

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Dal primo marzo 2021 il vaccino tutto italiano, adattabile alle varianti del Covid, di Rottapharm-Takis varchera’ l’entrata dell’ospedale San Gerardo di Monza per trattare il primo paziente nell’ambito dello studio di Fase 1. La sperimentazione dell’innovativo vaccino, messo a punto l’azienda Takis insieme alla Rottapharm Biotech, verra’ condotta anche presso l’Ospedale Spallanzani Di Roma e l’Istituto Pascale di Napoli. Il professore Paolo Bonfanti, direttore della Clinica di malattie Infettive e la professoressa Marina Cazzaniga, direttore del Centro di Fase 1, saranno li’, pronti per iniziare un’avventura alla quale l’ospedale, con la collaborazione dell’Universita’ degli Studi di Milano-Bicocca, si prepara ormai da mesi.

“Gia’ da agosto infatti abbiamo cominciato a raccogliere le adesioni dei volontari per la sperimentazione del vaccino a Dna Contro Covid – sottolinea Cazzaniga -. Ora lo studio ha ricevuto l’autorizzazione di Aifa e anche quella del Comitato etico dell’Istituto Spallanzani, quindi tutto e’ pronto per portare il vaccino a Monza”. Un lungo iter, concluso lo scorso 4 febbraio con l’autorizzazione appunto di Aifa e il giorno successivo dello Spallanzani.

In questi mesi, tanto allenamento, la messa appunto di tutte le procedure che servono per garantire la somministrazione in sicurezza del vaccino, i test sull’elettroporatore, la procedura che, applicata ai volontari, permettera’ l’entrata del Dna nelle cellule. “I vaccini anti Covid non sono tutti uguali – spiega Bonfanti-, le piattaforme, a Rna o a Dna, la presenza o l’assenza di vettori virali, fanno la differenza come dimostrano gli studi, anche in termini dell’efficacia della copertura vaccinale”.

Il vaccino a Dna inoltre potrebbe essere molto importante in futuro anche per altre ragioni importanti come la possibilita’ di modificarlo adattandolo alla emergenza di varianti del virus non sensibili ai vaccini attuali. Inoltre le fiale di Rottapharm-Takis mantengono la stabilita’ a temperatura ambiente senza la necessita’ di dover garantire la catena del freddo e la possibilita’ di essere somministrato molte volte, nel caso in cui le vaccinazioni anti-Covid debbano essere ripetute ogni anno. Soddisfatto dell’iniziativa e’ anche il direttore generale della ASST Monza Mario Alparone che commenta: “In un momento di crisi come quello pandemico, la capacita’ di sviluppare sinergie nell’ambito della ricerca clinica finalizzata al miglioramento delle cure, rappresenta la chiave vincente della nostra strategia, sperimentare un vaccino capace di essere modificato in un momento di diffusione delle varianti del David rappresenta un’opportunita’ importante da cogliere”.

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