Alitalia, ritorno all’utile e missione Cuba

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Il ritorno nella «Città proibita» dopo tre anni di assenza. I nuovi collegamenti con Santiago del Cile e Città del Messico. Gli incontri frenetici in piena estate, a Cuba, per aprire quanto prima — «magari già il prossimo inverno», spifferano — il volo diretto con L’Avana. E nel 2017 il doppio traguardo: riportare i conti in equilibrio e, «negli ultimi mesi», tornare in utile. Il tutto puntando sempre di più sul lungo raggio che, ad oggi, garantisce i maggiori guadagni. È il nuovo corso di Alitalia. Passata dal rischio fallimento qualche anno fa all’inaugurazione di tre rotte negli ultimi tre mesi. In mezzo: l’arrivo (e i soldi) di Etihad, il vettore degli Emirati Arabi Uniti.

Aumentare le frequenze su Pechino e attivare, “magari già dal prossimo inverno”, un collegamento su Cuba. Sono le mosse sul lungo raggio messe in chiaro dall’a.d. di Alitalia, Cramer Ball, in un’intervista al Corriere della sera.

“Pechino rappresenta un investimento cruciale per il rilancio verso mercati strategici per il traffico business e per quello turistico” spiega il manager a poche settimane dalla riattivazione del diretto da Roma. Per ora i voli settimanali sono quattro, “ma stiamo lavorando per garantirne uno al giorno: molto dipenderà dai tempi di concessione di ulteriori slot da parte del governo cinese”.

Nel mirino del vettore anche l’apertura in tempi stretti di un diretto sull’Avana e a cui tenderebbero, secondo il quotidiano, i colloqui frenetici di queste settimane.

Un orientamento deciso verso il lungo raggio, a cui fa da contraltare il ripensamento della strategia sui cieli della Penisola, dove, rimarca l’a.d., “dobbiamo affrontare la doppia competizione dei vettori low cost e dei treni ad alta velocità” e fare i conti con “margini davvero ristretti”.

Un terreno dove il vettore ha preferito tagliate alcuni collegamenti, ma potenziare del 12 per cento quelli sulle isole, giudicati da Ball “un punto di forza”.