sabato, Giugno 22, 2024

Alanno, la famiglia Cucinotta ancora senza casa: “Appello alle istituzioni per una soluzione definitiva”

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Alanno, la famiglia Cucinotta continua vivere separata senza una casa tra una roulotte e un sottoscala: “La situazione è diventata insostenibile. Chiediamo alle istituzioni una soluzione definitiva”.

Continua l’incubo della famiglia di Alanno che dal 2015 è fuori dalla propria abitazione dichiarata inagibile nel 2017 e che per 4 mesi fu costretta a mettere una tenda in piazza Italia, davanti a Prefettura e Comune a Pescara, Alessandra Marsilii con il marito Francesco Roberto Cucinotta e due dei suoi tre figli, una ragazza e due ragazzi, affidando il minore alla nonna paterna, per cercare di attirare l’attenzione sul suo caso. Hanno provato a vivere nella roulotte di fronte casa ma più volte è stato chiesto alle istituzioni se quel terreno era sicuro. Insomma di male in peggio.

“Tutto inizia con un verbale dei Vigili del Fuoco del 2015 – spiega Alessandra Marsilii – che certifica un cedimento fondale di casa nostra, perché c’è un canale di scolo delle acque piovane del Comune di Alanno che attraversa il terreno pur senza la nostra cessione di servitù. Noi abbiamo fatto parecchi esposti, con il canale a rischio. Nonostante i Vigili del Fuoco abbiano invitato il Comune di Alanno a fare lavori per la messa in sicurezza della zona, l’ente ha girato a noi il verbale perché quei lavori li facessimo noi, lavori pubblici però, a quanto pare”.

Da questo momento la vicenda si è complica ancora di più per i Cucinotta quando, nell’ottobre del 2017, non si è riusciti a trovare una soluzione e la famiglia venne sgomberata dalla piazza per ritrovarsi in una roulotte.

Dopo due anni, dunque, la casa fu dichiarata inagibile per infiltrazioni d’acqua ed altre problematiche dovute a quel canale. Alessandra ha occupato il Comune contestando l’ordinanza  di divieto ed alla famiglia venne assegnata una casa popolare ad Alanno “piena di umidità e muffa e le certificazioni Ater consegnate solo dopo le sgombero dal presidio, dimostrano che la ristrutturazione è successiva a quando finimmo in tenda”. I due coniugi si rifiutano di andarci a vivere, anche perché uno dei suoi tre figli soffre di asma. Inoltre Alessandra fa una richiesta al Comune di Alanno affinché intervengano sul posto i tecnici per verificare lo stato della strada che lei sostiene essere pericolosa, affinché, qualora voglia spostarsi con la sua roulotte, possa avere la certezza di un terreno sicuro. Insomma la donna vuole sapere se c’è rischio idrogeologico. Ma la sua richiesta non ha avuto l’esito sperato.

A distanza di tanti anni, la situazione è ulteriormente peggiorata e nessuno delle istituzioni provvede a trovare una sistemazione risolutiva e dignitosa per la famiglia.

Non ce la facciamo più, la situazione è diventata insostenibile. La mia famiglia – prosegue Alessandra –vive in un locale di nemmeno 40 mq in un sottoscala di un palazzo a Pescara, che certo potrebbe essere un decoroso ufficio ma non una casa. Noi vogliamo poter tornare nella nostra abitazione di Alanno per la quale avevamo un progetto, e già c’eravamo messi in moto per la realizzazione di una struttura ricettiva, magari un agriturismo. Avevamo entusiasmo, ma i sogni sono svaniti a causa della burocrazia e della scarsa attenzione delle istituzioni. Noi non sapevamo di quel canale poiché è successivo alla realizzazione della nostra abitazione”.

Si spera che l’appello di Alessandra sia accolto e che la famiglia si riunisca, in quanto i figli, studiano a Pescara dunque lontano dalla mamma, ma dal 2017 si va di male in peggio negando ad Alessandra accesso difensivo e il diritto di difesa, per cui insiste che se ne prenda atto dell’ “urgenza” di lavori pubblici “ dichiarata dal Comune stesso nel 2006 e quante omissioni, invece le accuse pendono solo su di lei che insiste irremovibile sulle sue richieste legittime, pur accumulando accuse di resistenza (nel 2019), oltraggio a magistrato (nel 2020), interruzione di pubblico ufficio e violazione della privacy (nel 2021) e di nuovo “resistenza” (2024); segnala 3 richieste di T.S.O. che i medici hanno negato.

E’ di questo aprile 2024  la terza lettera fonogramma che interdice anche l’esterno della zona disastrata, proprio dov’è la roulotte, ma contro il Comune nessun provvedimento. Si procede solo contro le vittime dei danneggiamenti e non contro i rei, pur avendo scoperto Alessandra l’esistenza di due appalti fittizi, deliberati d’urgenza uno nel 2006 (10 anni nascosto) ed uno del 2017 (4 anni nascosto) a tutt’ora non realizzato e non se ne prende atto, così tra un anno ci sequestrano la proprietà, stante l’ordinanza del 2015, secondo cui ai lavori ci dobbiamo pensare noi.

Insomma da anni, la famiglia Cucinotta chiede una soluzione definitiva, e ribadisce alle istituzioni “nel rispetto della legalità” poiché la situazione è diventata insostenibile.

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