martedì, Novembre 30, 2021

A San Domenico Maggiore la mostra “Mille miliardi di alberi” di Enza Monetti

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Al Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore dal 4 dicembre la mostra di Enza Monetti “Mille Miliardi di Alberi”, a cura di Loredana Troise.

Quando l’arte è risultanza di una motivazione convinta e di un’ispirazione assoluta, si traduce in una vocazione incisiva che diventa solido collante tra l’artista e lo spettatore.

Da questa premessa muove la mostra di Enza Monetti “Mille Miliardi di Alberi”, a cura di Loredana Troise, ospitata negli spazi del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, da sabato 4 dicembre 2021 (opening ore 16-18:30) fino a martedì 4 gennaio 2022.

Mille Miliardi di Alberi” è un progetto dove la via d’accesso nelle arterie dell’essere è nella pregnanza di un pensiero artistico in stretta armonia con la ricerca scientifica. Ad aprire questo nuovo racconto fra differenti linguaggi e rapporti sui saperi (Lyotard) è un gioco di corrispondenze che si sviluppa attorno all’albero oscillante e visionariamente liberato – un’icona cara all’artista, qui riproposta in raffinate variazioni – e la straordinaria essenza di una microscopica pianta acquatica ondeggiante e priva di radici (la Wolffia globosa, presente in mostra) che alcuni studiosi del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico ll, con cui Enza Monetti si è interfacciata, inseriranno in specifici protocolli per la sua coltivazione nello spazio.

A San Domenico Maggiore la mostra "Mille miliardi di alberi" di Enza Monetti
A San Domenico Maggiore la mostra “Mille miliardi di alberi” di Enza Monetti

Le eccezionali doti riproduttive e nutrizionali del vegetale, evidenziate dagli studi della professoressa Giovanna Aronne e del dottor Leone Ermes Romano, hanno indicato di utilizzare anche questa – una delle più piccole piante esistenti sulla Terra – per la più grande delle avventure dell’uomo: lunghi viaggi interplanetari in cerca di una possibile vita stabile sulla Luna o su Marte.

Da tale suggestione, l’arte di Enza Monetti si è interposta quale atto meditativo su un piano oggettivamente allusivo: il titolo Mille Miliardi di Alberi”, richiamando l’ambizioso obiettivo “One Trillion Trees”, proclamato al G20 di Roma, celebra infatti quel prendersi cura di una natura mitica e prodigiosa che, con urgenza, deve riconquistare il suo vigore. L’artista ne ha tradotto la voce con un corpus di circa 30 lavori, taglienti, nostalgici, eleganti, modulati sul senso del rispetto e della rinascita, la cui rifioritura lascia negli occhi del visitatore un alone di fiduciosa e serena speranza nel futuro.

Il lavoro sulla Wolffia globosa rientra nell’ambito del progetto Super Food for Space finanziato dall’ Ente Spaziale Europeo-ESA, SciSpaceETeam.

A San Domenico Maggiore la mostra "Mille miliardi di alberi" di Enza Monetti
Enza Monetti Comfort Zone (particolare) canapa ricamo a fili d’oro 80×160 cm. 2021

Le opere in mostra sono presentate su supporti green ecology forniti dallo sponsor tecnico SAIB S.p.A. di Caorso – Piacenza, una delle principali aziende italiane produttrici di pannello truciolare grezzo e nobilitato, definito RPB –Regenerated Particle Board, in virtù del processo produttivo Rewood che, attuando i principi dell’economia circolare, recupera, trasforma e rigenera, ogni anno, circa 500 tonnellate di legno a fine vita.

L’esposizione è patrocinata dal Comune di Napoli e dalla Fondazione Plart, Museo d’arte, design e multimedialità, operativo su Napoli e Torino.

Fotografia Peppe Esposito

Catalogo on line Piervincenzo Nocera – graphic designer 

INFORMAZIONI

Enza Monetti

Mille Miliardi di Alberi

a cura di Loredana Troise

Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore

Vico San Domenico Maggiore – Napoli

4 dicembre 2021 – 4 gennaio 2022 

Dal lunedì al sabato ore 11:00 – 18:30

Ingresso libero

La mostra rispetta misure anti-covid vigenti

Enzo Monetti

Enza Monetti, artista italiana, vive e lavora a Napoli. È presente nella collezione permanente del Museo Madre, Napoli; Fondazione Banco di Napoli; collezione privata Maria Pia Incutti, Fondazione Plart, Napoli-Torino; nell’Atlante dell’Arte Contemporanea a Napoli e Campania 1966/2016 a cura di Vincenzo Trione e Museo Madre, Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee, ed. Electa 2017; nel catalogo Passione bi-polare, Accademia Albertina Torino, ed. Albertina Press 2019;nel libro 31 Artists self-portraits/Living in Napoli di Loredana Troise, Rogiosi editore 2020; in mostre, per citarne alcune: Ri-generarsi, Azienda Saib S.p.A. Piacenza 2019; Passione Bi-polare, Accademia Albertina di Torino presso Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia – 2019; Nutrimento, Custodia, Conoscenza di sé, Momu Molino Museo, Montenero Valcocchiara, Molise – 2019; The artists and collectors Artpot, Bilndarte aste di arte contemporanea, Milano – 2019; La Rosa dei 20/projectlab, Museo Hermann Nitsch, Napoli – 2017; Swinging, Palazzo delle Arti, Napoli – 2016; Fake, Castel dell’Ovo, Napoli – 2010; Mater Insula, isola di Procida, Napoli – 2002; Imaginaria 94, Milano -1994; Bleu Blanc Bouge, Trente Artistes Dans Le Rue, Brest, Francia -1989. http://www.enzamonetti.it/

Giovanna Aronne è professore ordinario di Botanica Ambientale ed Applicata pressoil Dipartimento di Agraria dell’università degli Studi di Napoli Federico II. Dopo alcuni anni di studi e ricerca in Gran Bretagna, è rientrata in Italia e si è dedicata allo studio dell’interazione tra piante e fattori ambientali, tra cui l’assenza di gravità. È autrice di numerosi articoli scientifici pubblicati su riviste interazionali. Ha ideato e coordinato molteplici progetti di ricerca internazionali, alcuni finanziati da enti spaziali come ASI ed ESA per svolgere esperimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Leone Ermes Romano ha una laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie e sta svolgendo un dottorato di Ricerca presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, finanziato da ESA con il progetto Super Food for Space. Ha partecipato a vari progetti finalizzati alla coltivazione delle piante nello spazio, tra cui uno svolto sulla Stazione Spaziale Internazionale.

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