martedì, Gennaio 26, 2021

Al Teatro Augusteo Serena Autieri è Lady D

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Al Teatro Augusteo Serena Autieri è Lady D
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Al Teatro Augusteo lo spettacolo “Diana & Lady D”: Serena Autieri interpreta l’ex maestra d’asilo Diana Spencer e la principessa del Galles Lady D.

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E’ partendo dai ricordi d’infanzia scanditi quasi a ritmo di rap da una voce di bambina, che fuse in un’unica sostanza con il corpo dell’attrice e cantante, Serena Autieri, l’ex maestra d’asilo Diana Spencer e la principessa del Galles Lady D., salgono sul palco dell’Augusteo. Lo spettacolo è stato preceduto da una sorta di sfilata, durante la quale, arrivando dall’esterno del teatro, l’attrice Autieri in abiti regali porta tra due ali di folla le immagini dell’amatissima Lady, al suo debutto napoletano, lo spettacolo “Diana & Lady D,”  già all’apertura del sipario, tra i commenti  dei notiziari mondiali circa il  mortale incidente avvenuto sotto il tunnel di Pont d’Alma a Parigi, evidenzia presto tutta la sua drammatica indole. Tant’è che mostrando le immagini di pacchi di giornali che sommergono una principessa spogliata di ogni vestito, fin dalle prime battute, il lavoro, proietta la protagonista monologante Autieri, in un mondo fatto di solitudine, fragilità, e tormenti celati. Lady DDalla breve felicità della giovinezza, alla vita controversa con il principe Carlo iniziata a soli 19 anni e disordinatamente divisa tra apparizioni mondane, cerimonie di corte, volontariato ed amanti,  tutto il testo scritto e diretto da Vincenzo Incenzo, offre al pubblico una Autieri capace di immedesimarsi profondamente  nei panni della principessa triste e di regalare alla platea,  grazie ad una prova  passionale e veritiera, tutte le emozioni ed i sentimenti che furono di Diana. In un’ora e quaranta minuti senza intervallo, ma meglio sarebbe dire tutto d’un fiato, Serena Autieri, in una sorta di incontro-scontro vissuto al cospetto di un’esistenza mesta ed offuscata da una felicità di facciata, ripercorre l’intera vita della donna fino a giungere al fatale incidente che  ne spezzò inesorabilmente l’esistenza.

Viaggiando con la memoria tra l’infanzia, gli insegnamenti di corte, la battaglia continua per la privacy,  il fidanzamento con il Principe Carlo, lo spettro di Camilla e l’intolleranza della Regina Elisabetta, fino a giungere al matrimonio da fiaba, ai tradimenti del marito, ai tentativi di aborto, alle sbarre di una gabbia dorata ed al bisogno disperato, dopo il divorzio, di ricominciare daccapo, l’Autieri recita lieve e canta brani come “The sound of silence”, “Bohemian Rhapsody” e “Candle in the wind”. Vincendo la sua sfida con il complesso personaggio, l’attrice, sia pure lottando fino allo strenuo delle forze contro la staticità e l’indubbia ponderosità di un lavoro che la pone, fatta eccezione per sei ballerine, da sola in scena dall’inizio alla fine, supera bene gli ostacoli con una interpretazione ricca ed energica. Sfoggiando quasi alla “Fregoli” per tempi di cambio e varietà, una lunga serie di abiti di scena disegnati da Silvia Frattolillo, che vanno dalla Lady D alla moda a quella  seriosa ed austera della vita di corte, anche nei panni della Principessa Diana, dopo quella di “Vacanze Romane”, la trascinante Serena Autieri dimostra di starci davvero comoda. Grazie  alla direzione di  Vincenzo Incenzo che offre all’attrice le giuste istruzioni d’uso per il complesso ruolo e grazie alle  scenografie di Gianni Quaranta, al disegno luci di A J Weissbard, alle coreografie di Bill Goodson ed alla direzione musicale di Maurizio Metalli, il monologo con canzoni e balletto, ben conduce gli spettatori nelle interiorità e nell’universo offuscato di Diana. Aggiungendo al tutto gli effetti dei video proiettati e le basi musicali  tra cui  “You’re not alone” e “Life on Mars”,  la messinscena con note, mostra di avere tutte le carte in regola per viaggiare nel resto d’Italia, e perchè no, anche per giungere, in occasione del ventennale della morte di Diana, così come si vocifera, al cospetto dei figli della principessa, William ed Henry.

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