martedì, Luglio 23, 2024

Toni Servillo in scena al Bellini con lo spettacolo “Elvira”

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Toni Servillo è in scena al Teatro Bellini con lo spettacolo “Elvira” di cui è anche regista. Con la giovane attrice Petra Valentini conduce il pubblico in un teatro chiuso e lo mette in condizione di spiare tra platea e proscenio un maestro e la sua allieva nel momento della creazione del personaggio.

di Giuseppe Giorgio – Con le lezioni di Louis Jouvet sulla seconda scena di Elvira nel “Don Giovanni” di Molière, Toni Servillo, nei panni di quella che rimane una delle figure più importanti del cinema e del teatro francese, al Bellini, porta la quintessenza della recitazione. Ovvero, quel quinto elemento costitutivo dell’universo che secondo la fisica aristotelica è anche considerato un elemento intermedio tra l’anima ed il corpo. Con lo spettacolo “Elvira” di cui è anche regista che, Servillo, conduce il pubblico in un teatro chiuso e lo mette in condizione di spiare tra platea e proscenio un maestro e la sua allieva nel momento della creazione del personaggio.

Con una giovane attrice davvero incantevole per modi ed  interpretazione come Petra Valentini nei panni dell’allieva Claudia, Servillo a trent’anni dalla versione di Strehler che proprio con lo stesso lavoro inaugurò ufficialmente la sede del Teatro Studio, porta tra il pubblico, insieme allsarvilloa sua straordinaria maestria, il personale omaggio al francese Jouvet. Partendo da quella Elvira di Molière, donna sedotta e abbandonata,  lo spettacolo, che ripropone le sette lezioni che negli anni Quaranta Jouvet diede a Parigi alla sua allieva prediletta per interpretare il celebre personaggio femminile, pone lo spettatore dinanzi ad uno studio saturo di sentimenti ed emozioni. O meglio, dinanzi ad una dimensione, dove, assistendo alla nascita di un lavoro teatrale è possibile vivere la stessa catarsi dell’artista ed il riequilibrio degli eccessi passionali suscitati nell’animo dello spettatore. Grazie alla creazione di una vera e propria magia, Servillo, nei panni di Jouvet intento a rivolgere i suoi insegnamenti all’allieva Claudia, tramuta l’estasi di Elvira in quella del publico attonito ed ammutolito al cospetto di quel magnifico ed inspiegabile mistero del teatro e della vita. Con  Elvira (Elvire Jouvet 40) di Brigitte Jaques nella traduzione di  Giuseppe Montesano e con gli altri due giovani interpreti, Francesco Marino e Davide Cirri, nella coproduzione  del Piccolo Teatro di Milano, del Teatro d’Europa e dei Teatri Uniti, Servillo, in  quanto attore e regista, incontra le riflessioni che furono del grande attore francese e lancia il suo grido di allarme contro i pericoli insiti nel nobile mestiere dell’attore. Così, come fu nelle intenzioni del suo illustre predecessore del Piccolo di Milano, Servillo con “Elvira” compie una profonda esplorazione sulla rettitudine e sulla onestà del gesto teatrale ed un atto d’amore per un grande maestro. Un modo, quello offerto dal lavoro, per compredere la fatica ed il dolore che sta dietro all’attività del vero attore ed un’opportunità per guardare negli occhi chi può essere tranquillamente definito come un ambasciatore di poesia e verità. Capace di sconvolgere il pubblico in poco più di un’ora, sempre perfettamente in equilibrio tra l’amore e la saggezza, la messinscena, seguendo il solco di un Jouvet iniziatore di quella che fu definita la “via” critica all’interpretazione di Molière, guida tutti verso un’arte sublime dinanzi a territori sconosciuti e da esplorare. Esaltando quella disciplina interiore che dovrebbe fare parte di ogni attore, Toni Servillo, si accosta così al grande maestro e rivoluzionario francesce, facendo delle sue lezioni, ad oltre settant’anni di distanza, uno stimolo di ricerca nei riguardi della verità dei personaggi ed un nuova occasione per ribadire la religiosità e l’inviolabilità di tutto ciò che è veramente teatro.

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