“Diego” Mertens mata il Torino con 4 gol. Napoli sontuoso: 5-3

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Qualcuno aveva detto che si era parlato troppo del Real Madrid e troppo poco della partita contro il Torino. Dopo 30 minuti era chiaro che il Napoli aveva deciso di affrontare il Torino come se fosse il Real Madrid; e proprio nel ricordo di 30 anni fa, Mertens fa il Maradona e regala gol, giocate di classe ed un eurogol a cucchiaio (pallonetto per parlare la “lingua” di trenta anni fa) che da solo vale i gol di un intero campionato.

di Gianmarco Giugliano – Il primo tempo del Napoli è da cineteca: un crescendo impressionante di superiorità tecnica, tattica ed agonistica da far vedere ai bambini delle scuole calcio ed a tutti gli allenatori. Passaggi brevi, tocchi di prima, schemi da calcio d’angolo, sovrapposizioni ed un attaccante centrale che fino a due mesi fa era un ottimo attaccante laterale. Sarri “Potter” è riuscito anche in questa magia. Mertens con i 4 gol di oggi arriva a 10 in campionato (come Higuain, tanto per citarne uno a caso) ed il Napoli è addirittura il migliore attacco della serie A.

tripletta di dries mertensIl primo gol di Mertens avviene dopo uno schema da calcio d’angolo: il pallone che proveniva da un cross basso verso il dischetto del rigore, viene rifinito in gol dal belga con un colpo preciso e potente. Secondo gol su rigore. Terzo gol dopo tre tentativi: la palla, oggi, era attaccata ai piedi del folletto. 3-0 dopo i primi 45’: una lezione di calcio ed una goduria per gli esteri di questo gioco. Cambia la musica nel secondo tempo: acquisito il risultato, il Napoli dimostra ancora una volta di non saper gestire la partita abbassando i ritmi e controllando l’avversario. Mai, comunque, nonostante le disattenzioni (3-1), l’errore di Reina (4-2) e la leggerezza di Almeno sul rigore del 5-3 riescono a mettere in discussione il risultato.

Il quarto gol è merito di una bellissima azione di Chiriches il quale prima anticipa l’avversario, poi, ceduto il pallone, continua centralmente la sua corsa fino all’area di rigore avversaria. È facile per il rumeno appoggiare in rete il passaggio di Callejon.

Tutto bello ma “il” bello, la perla, la giocata alla Diego, la regala Mertens sul quinto gol. Il belga riceve palla, evita gli avversari spostandosi verso l’esterno e da posizione difficilissima supera Hart  (che di centimetri ed esperienza ne ha da vendere) con un delizioso pallonetto (o cucchiaio).

Il San Paolo ha il suo re… w il re. “Ciro” Dries Mertens I.

Ottimo Insigne nel primo tempo, ordinato e geometrico Jorginho (non è un caso che il gioco più bello il Napoli lo esprime con lui in campo), incredibile Mertens (penso che il 10 in pagella è d’obbligo). Ma un voto a parte merita Sarri: lui allena, insegna, non parla di mercato e scende in campo in tuta: ma da dove viene? Da un altro calcio? No! È solo il risultato di un lavoro costante e certosino. È lo stesso Sarri a fine partita a riportare il giocattolo sul giusto binario: i tre gol subiti non possono passare inosservati per chi aspira alla perfezione. Una squadra per diventare “grande” deve imparare a gestire ed abbassare i ritmi, deve saper soffrire ed essere cinico e non solo “bello”.

Forse si vuole troppo ma manca talmente poco alla perfezione che non tentati sarebbe un sacrilegio.